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INCISIONI D'ARTE

Inaugurata la mostra “Il rito del segno” di Gianni Favaro

Nell’attuale sede del Musap di Lendinara (Rovigo) opere di Gianni Favaro in mostra, sabato 4 settembre l’inaugurazione con le autorità ed il curatore Guido Signorini

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LENDINARA (Rovigo) – Sabato 4 settembre, nell’attuale sede del Musap, c’è stata l’inaugurazione della mostra di incisioni dal titolo: Il Rito del Segno di Gianni Favaro, presentata dal professor Guido Signorini.

Nell’introdurre l’inaugurazione, il sindaco Luigi Viaro è tornato a parlare dell’attuale di pandemia. “Piaccia o no - ha dichiarato il Primo cittadino, con chiaro riferimento alla necessità di rispettare le regole anti Covid – si deve capire che la libertà di ognuno finisce dove comincia quella dell’altro, …perché senza il contributo di tutti non ne usciamo e, d’altra parte, senza socializzazione la comunità si spegne”. Vale per tutti l’esempio vissuto col teatro Ballarin dove, dopo aver raggiunto i 320 abbonamenti, tutta l’attività ha visto una brusca frenata, anche se la volontà di ripartire c’è.

Nell’occasione il Sindaco ha ricordato l’ormai imminente il trasferimento del Museo degli Artisti Polesani in piazza Risorgimento, ora “sacrificato” al secondo piano della Cittadella della cultura, nell’ottica di renderlo più accessibile, perché “…diffondere la cultura e ricercare il bello - ha concluso Viaro - aiuta a veicolare l’amore per la propria città”. Ecco spiegato perché l’Amministrazione ha voluto rimettere a nuovo i principali monumenti cittadini, “…ma siamo giovani – ha chiosato con autoironia il Sindaco – e lavoreremo per questo”.

L’assessore Franco Fioravanti non ha mancato di ringraziare il curatore della mostra Signorini per quanto sta facendo per la cultura locale, concordando sul concetto che: “È la cultura che aiuta a crescere la comunità”.

Il direttore della biblioteca civica Nicola Gasparetto ha posto l’accento sull’entusiasmo che coinvolge tutti in questa direzione “…e la mostra conferma che Lendinara prova a rimettere in moto la cultura”.  Gasparetto ha altresì invitato i visitatori a vedere anche la piccola galleria di genere storico-sociale, ubicata in una sala laterale del piano nobile della biblioteca, con l’esposizione di alcuni manifesti storici della fiera di Lendinara.

Signorini rimarcando come sia trascorso un anno dall’ultimo appuntamento con la mostra di Vito Tumiati, ha parlato di “Un anno difficile che però non ha fiaccato la voglia di ripartire, grazie al calore e alla tenacia di Artisti che non hanno mai mollato”. Quindi, presentando Gianni Favaro l’ha definito “ Pittore ed incisore dalle qualità eccelse”.

Dopo un breve saluto dell’artista, che fu già ospite del Musap nel 2018 con “La luce della speranza”, tutti hanno potuto ammirare l’esposizione delle 22 acqueforti e acquetinte che, dai commenti raccolti, sono piaciute. Fra le incisioni, Signorini ha richiamato l’attenzione su ‘Musica e maschere’. “Un’opera – ha rilevato il Curatore - nella quale una maschera, un programma di scena, una matita e, sopra, un violoncello spillato sono legati da una continuità semantica in cui tutto si fonde e gli oggetti entrano a far parte del paesaggio in un simbolismo, dove spazio e tempo si confondono attraverso l’immaginazione”.  All’inaugurazione erano presenti anche Vito Tumiati e Romeo Segnan, amico dell’artista arrivato appositamente dagli Stati Uniti.

La mostra al secondo piano della Cittadella della cultura in via G.B. Conti, 30, sarà visitabile fino al 28 ottobre il martedì e il giovedì previo appuntamento, telefonando al 3480320637.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 6 Settembre 2021

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