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EDITORIA

I misteri del cellulare di Giada Rossin

A Lendinara (Rovigo) è stato presentato il libro per ragazzi in tre racconti di Giada Rossin “I misteri del cellulare”, con la partecipazione di Cristina Chinaglia

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LENDINARA (Rovigo) - Sabato 11 settembre, nel giardino della biblioteca comunale G. Baccari è stato presentato il libro per ragazzi in tre racconti di Giada Rossin “I misteri del cellulare”, con la partecipazione di Cristina Chinaglia. L’assessore alla cultura Francesca Zeggio ha portato il saluto istituzionale d’apertura ricordando che: “Giada è tornata a Lendinara in veste di scrittrice, dopo che due anni fa era venuta come pittrice, circostanza che mette in luce l’apertura ospitale della Cittadella della Cultura alle arti ed al sapere a 360 gradi”. Concetto ripreso da Federico Amal, che ha posto l’accento sull’ospitalità “…che molti c’invidiano e ci rende orgogliosi della nostra città bella e pulita”.  Presente anche il direttore della biblioteca Nicola Gasparetto.

La presidente del Comitato Biblioteca Alda Marchetto, contestualizzando la presentazione come seguito della riuscitissima notte bianca delle biblioteche, ha presentato l’autrice come “Un’artista a tutto tondo, che può vantare tre mostre di pittura con quadri accompagnati da poesie esplicative e adesso affronta il suo primo libro, con un linguaggio fresco e coinvolgente adatto ai ragazzi ma anche agli adulti”.

La moderatrice dell’incontro è stata Cristina Chinaglia “…affascinata dalla location con vista sulla prospicente Cà Dolfin al tramonto”, che attraverso la lettura di alcuni estratti ha provocato l’Autrice ha svelare le meccaniche del libro.

Giada Rossin, che nella vita fa la tributarista, ha spiegato che l’idea è maturata durante il lockdown, rispolverando tre racconti già scritti quando era alle medie e oltreché  a disegnare le piaceva inventare storie che man si sviluppavano.  “Allora era un modo per evadere e per questo non le ho fatte leggere a nessuno”. È stato il marito Filippo a suggerirle di riordinarle organizzandole in un libro. “Lo si evince dal fatto che l’idea del cellulare non c’era quand’ero ragazzina ed è perciò un riadattamento di quegli spunti”, ha confidato l’Autrice che ha confessato come: “Ancor oggi dipingere, ballare e scrivere mi aiuta a sentirmi me stessa e in quei momenti il tempo si ferma, estraniandomi dal lavoro e dallo stress della quotidianità; è un modo per metabolizzare la vita”.

Il libriccino è costituito da tre favole illustrate, nelle quali il cellulare sostituisce la lampada di Aladino o, se volete, surroga lo specchio magico d’infantile memoria per sviluppare in ordine ascendente le tematiche adolescenziali.

Il primo “Il genio del cellulare” ripercorre in chiave classica la favola sociale dell’amicizia, in cui c’è una morale che emerge affrontando le dinamiche del bullismo. Nel secondo “il fantasma del cellulare”, virando nel mondo dell’onirico affronta il tema dell’amore, per giungere al terzo “Il mondo nascosto del cellulare” in cui il tema diviene quello della diversità, della pace, della tolleranza, sconfinando nel trascendente.  Negli ultimi due racconti c’è spazio per un possibile seguito narrativo.

Spettatori graditi “…e con i quali si collabora sempre volentieri”, come ha sottolineato Francesca Zeggio, erano i badiesi Stefano Baldo (assessore) e Giuseppe Romani (presidente di proloco).

Buona e molto attenta la partecipazione del pubblico.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Domenica 12 Settembre 2021

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