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INIZIO DELLA SCUOLA

La preoccupazione del preside all'avvio della scuola: "Quanti saranno tra insegnanti ed operatori quelli da lasciare fuori perchè non in possesso di green pass?"

Fabio Cusin, dirigente scolastico di Rovigo, vaccinato e rispettoso delle regole, come quella della sospensione del personale che rifiuta la vaccinazione o che non si presenterà con un tampone Covid-19 negativo

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ROVIGO - La questione è semplice: per la sicurezza di tutti, visto che il virus c'è ancora e continua a circolare, per entrare a scuola serve il green pass, per tutti, anche per i genitori che volessero andare a parlare con gli insegnanti, anche per i fornitori che consegnano la carta per le fotocopie, anche per gli addetti alle pulizie come ai manutentori degli impianti. Sono esclusi gli studenti, anche se tra i giovani, per vari motivi, soprattutto di convenienza e praticità, per lo sport, le uscite in compagnia in pizzeria o al cinema, l'adesione alla campagna vaccinale è molto elevata.

Il preside Fabio Cusin, vaccinato e rispettoso delle regole, che lo costringeranno a lasciare fuori dalla porta insegnanti e personale scolastico non in regola con il green pass, affida ai giornali una riflessione per quei collaboratori che, ancora, non hanno aderito alla campagna vaccinale offerta dal governo.

"Lunedì 13 settembre 2021 avrà inizio il secondo anno scolastico di un’epoca che non si preannuncia né breve né di semplice gestione, caratterizzata dalla presenza di un virus terribile che ha cambiato completamente le nostre vite, le nostre abitudini, le nostre sicurezze e che sta segnando pesantemente l’economia mondiale.
E’ un’epoca nella quale, dopo l’iniziale stordimento per un evento completamente inaspettato che ci ha chiusi nelle nostre case, che ci ha isolato rispetto ai vicini e ai parenti, che ha cambiato finanche il nostro modo di lavorare e di istruire i figli, che ha seminato lutti in tutto il pianeta ma che ci ha fatto sentire tutti più uniti e solidali, viviamo ora un sentimento di disgregazione sociale, di scarsa coesione determinato dalle politiche nazionali riguardo la scelta di diffondere progressivamente l’impiego del Green Pass.

Nella scuola, con un provvedimento specifico dello scorso 6 agosto, sono state dettate le norme per l’accesso ai locali scolastici da parte del personale dipendente dell’Istituto Scolastico. Con un ulteriore provvedimento del 10 settembre - l’altro giorno! -, tali norme sono state estese a chiunque entrerà, a vario titolo, nelle scuole: genitori, fornitori, ecc..
Chiunque, eccetto gli studenti, dovrà possedere il Green Pass valido e lo dovrà esibire, pena la non ammissione alle scuole. Per il personale delle scuole è anche prevista, inizialmente, la sospensione dallo stipendio e, in seguito, a fronte della perdurante mancanza del Green Pass valido, la sospensione dal lavoro stesso e la sostituzione con supplenti.

Io, come la maggior parte di voi, non ho titolo né sufficienti conoscenze per valutare la bontà o meno di queste decisioni che, voglio credere e sperare, abbiano la finalità di rendere ancora più sicure le scuole, per chiunque vi lavori o studi, rispetto alla situazione dell’anno scorso e degli ultimi mesi dell’anno scolastico ancora precedente.
Posso però offrire un elemento di riflessione. Lo scorso anno scolastico, all’IC Rovigo 3, istituto che dirigo da molti anni, abbiamo avuto 40 casi indici cioè 40 persone – alunni e/o docenti – che si sono rivelati positivi al tampone. In ognuno di questi eventi le classi entrate in contatto con questi casi sono state poste in quarantena e, dopo qualche giorno, hanno effettuato il tampone. Bene, in 38 casi non si sono avuti altri positivi nelle classi. In due casi, uno all’infanzia e uno alla secondaria, abbiamo avuto un ulteriore caso e poi più nulla. Credo possa essere letto come un segnale che le regole adottate: mascherina, distanziamento, arieggiamento dei locali e igienizzazione, sono state più che adeguate al contenimento del contagio.

Quest’anno ripartiamo con le stesse regole, nulla di meno, ed io sarò fermo nel mantenerle e nel farle rispettare.
Le nuove decisioni – leggasi obbligatorietà Green Pass -, creeranno però difficoltà di carattere organizzativo e divisioni all’interno degli operatori della scuola. Le stesse divisioni che vediamo quotidianamente rappresentate dalle manifestazioni di protesta che si svolgono ovunque nel Paese (
in Italia il 93% del personale scolastico è vaccinato - Ndr).

Difficoltà organizzative perché sapremo – all’ultimo momento, con gli studenti che aspettano di entrare nella scuola! – quali docenti e quali ATA si rifiuteranno di esibire il Green Pass e che pertanto non potranno accedere a scuola. L’IC Rovigo 3 è composto da 6 scuole, dislocate sul territorio, e da un totale di 42 classi. Con chi li sostituirò? Come potrò garantire la vigilanza e l’avvio delle attività didattiche nelle classi che rimarranno scoperte?

Divisioni all’interno del gruppo degli operatori scolastici – docenti, amministrativi e collaboratori scolastici – che dovrebbero essere invece uniti e pronti ad affrontare con gioia ed entusiasmo questa avventura che si ripete ad ogni inizio d’anno scolastico. L’unico pensiero dovrebbe essere quello di coordinarsi tra loro per offrire ai nostri alunni e ai nostri studenti il meglio della loro professionalità e della loro umanità. E invece un gruppo di docenti e di ATA – vedremo se nutrito o meno -, non convinto della bontà delle scelte governative, vive ore di tensione e di autentica sofferenza perché non potrà essere al suo posto, pronto ad offrire, con entusiasmo, quanto ha elaborato e progettato per i suoi studenti.

Poi leggiamo che, per entrare negli emicicli della Camera e del Senato, non è necessario il Green Pass. Motivazione -che ho letto, espressa da qualche deputato o senatore, “limiterebbe un diritto costituzionale!”.

Quindi, se capisco bene, un docente che non vuole regolarizzarsi con il Green Pass - che, ricordiamolo, significa, alternativamente, vaccinarsi o anche solo effettuare un tampone ogni 48 ore -, perché ritiene che violi un suo presunto diritto, è da biasimare e da sospendere dal lavoro mentre un parlamentare può invocare il suo diritto di rappresentare liberamente i cittadini – anche questi cittadini! – e di non regolarizzarsi con il Green Pass, nemmeno effettuando il solo tampone ogni 48 ore.
Se pensiamo all’età media dei deputati e dei senatori - molto più alta di quella degli studenti delle scuole -, trovo completamente irrazionale questo comportamento, soprattutto se costoro, che fra pochi giorni saranno chiamati a convertire in legge il DL 111 del 6 agosto che ha introdotto il Green Pass a scuola, ritengono che il Green Pass sia una determinante misura di sanità pubblica.
Ma più ancora che irrazionale trovo scandalosa questa difformità tra le scuole del Paese e i il Parlamento.
Chiedo ai miei rappresentanti in quel parlamento, di riflettere sulle conseguenze di queste scelte e di essere coerenti, mettendosi in gioco come tutti i cittadini. Diversamente continuerà ad ampliarsi la frattura tra amministrati e amministratori, tra Paese reale e Palazzi del potere.

Buon anno scolastico e un abbraccio caloroso a tutti gli operatori della scuola, comunque la pensino sul Green Pass.

P.S.: sono affari miei, ma credo sia opportuno chiarirlo: sono un vaccinato della prima ora, anzi delle ore in cui l’Astra Zeneca veniva sospeso per sospetta causa di trombosi
".
Fabio Cusin
Articolo di Domenica 12 Settembre 2021

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