Condividi la notizia

SALUTE E BENESSERE

Acqua di rubinetto ed acqua da supermercato: quale scegliere?

Il dottor Fulvio Fiorini, primario dell'Ulss 5 Polesana, spiega le differenze e la classificazione delle acque potabili, comprese le cosiddette acque minerali che si acquistano in bottiglia

0
Succede a:
ROVIGO - Terza puntata sul tema dell'acqua e della sua importanza per la vita e per il benessere a cura del medico Fulvio Fiorini, primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana specializzato in Scienza dell’alimentazione.
Dopo la spiegazione dell'importanza dell'acqua come alimento (LEGGI ARTICOLO) e di come l'acqua agisca all'interno del nostro corpo (LEGGI ARTICOLO) il dott. Fiorini spiega le differenze dell'acqua potabile e di quelle definite minerali.

"L’acqua rappresenta un elemento ed un costituente indispensabile per la vita. Senza acqua si muore per disidratazione in 3-4 giorni e si è pertanto “obbligati” a berla: la quota consigliata è di circa 2 litri di acqua al giorno. Anche il bere poco, cioè meno di 1 litro di acqua nella 24 ore, è una cattiva abitudine che può portare a problemi di salute quali stanchezza, irritabilità, mal di testa, pressione arteriosa bassa, pelle secca, alitosi, stitichezza, calcolosi renale: tutte queste situazioni si accentuano durante l’estate, cioè in tutti quei casi in cui la temperatura ambiente è aumentata.
Ma l’acqua, che nel mondo occidentale è normalmente a disposizione da bere, è molto varia. Innanzitutto l’acqua per essere utilizzata come nutrimento deve essere potabile, cioè commestibile: in altri termini l’acqua per essere definita potabile non deve contenere microrganismi e parassiti né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

La definizione di acqua potabile data dal legislatore prevede che questa sia "limpida, inodore, insapore, incolore e innocua, priva cioè di microrganismi patogeni e sostanze chimiche nocive per l'uomo". A tale proposito tutte le acque che si utilizzano in alimentazione sono sottoposte ciclicamente a controlli.
L'acqua potabile può provenire da diverse fonti, può essere pompata dal terreno attraverso pozzi, può essere preparata direttamente da sorgenti d'acqua superficiale, quali fiumi, laghi e corsi d'acqua, può provenire dalla raccolta dell’acqua piovana. In tutti questi casi l’acqua deve essere quindi purificata, in modo che non contenga agenti inquinanti o microrganismi patogeni. Siccome è molto costoso eliminare completamente dall’acqua ogni agente patogeno/inquinante, ogni stato ha definito propri livelli standard massimi legali perché un'acqua possa essere definita potabile: tali standard codificano quali sostanze possono trovarsi nell'acqua potabile e quale è la loro quantità massima possibile. Il “giudizio di idoneità” alla definizione di potabile per l’acqua  è rilasciato dall’Azienda Sanitaria Locale competente a seguito di una richiesta delle parti interessate tra cui sindaci, gestori idro-potabili o imprese alimentari. Ogni anno sono effettuate migliaia di analisi sulle acque in distribuzione della rete idrica domestica per cui la potabilità dell’acqua domestica è particolarmente certa: in particolare ogni anno, acquevenete effettua circa 130.000 analisi sull'acqua, che coinvolgono tutta la filiera distributiva dell’acquedotto.

Differente la quantità dei controlli dell’acqua in bottiglia: infatti la legislazione italiana prevede che l'acqua in bottiglia venga controllata una volta all'anno, attraverso analisi effettuate dalle aziende stesse. Purtroppo l’Italia è il Paese europeo con il più alto consumo di acqua in bottiglia: si tratta di un’abitudine priva di significato nutrizionale o salutistico. Infatti si pensi che 1 litro di acqua in bottiglia del supermercato costa mediamente € 0,34 (fonte: indagine di Altroconsumo su 19 acque minerali naturali in bottiglia), mentre 1 litro di acqua del rubinetto di acquevenete costa mediamente € 0,0012. Si pensi inoltre come ogni bottiglia vuota produca un rifiuto che va smaltito con i costi conseguenti, sempre che non venga abbandonato e possa rappresentare quindi un agente inquinante.

Per quel che riguarda le cosiddette “acque minerali”, ne sono presenti sul mercato tantissime: sono catalogate dal Ministero della Attività Produttive in
    1) “oligominerale” o “leggermente mineralizzata” (residuo fisso non superiore a 500 mg/l): favorisce la diuresi e contiene poco sodio e quindi può essere indicata nei casi di ipertensione.
    2) “minimamente mineralizzata” (residuo fisso, non superiore a 50 mg/l): è un’acqua “leggera”, stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per la ricostituzione di latte ed alimenti per l’infanzia.
    3) “ricca di sali minerali”: (residuo fisso superiore a 1.500 mg/l): è un’acqua terapeutica, ricca di sali, da bere sotto controllo medico.
    4) “mediominerale: (residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/l): è utile in estate o durante la pratica di attività sportive, perché consente di reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione.

Di acque minerali in bottiglia avremo modo di parlarne in una prossima occasione".

dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
Articolo di Domenica 12 Settembre 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di Rovigo.News