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SCUOLA

La Scuola primaria di Bosaro si presenta ispirandosi a De Coubertin

Un disegno simbolico, che significa amicizia e pace tra i popoli nell’interesse del gioco, dello sport e dell’istruzione per l’apertura dell’anno scolastico a Bosaro (Rovigo)

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BOSARO (Rovigo) - E’ cominciato nel migliore dei modi l’anno scolastico alla primaria di Bosaro con tema i cinque cerchi olimpici. Un disegno simbolico, che significa amicizia e pace tra i popoli nell’interesse del gioco, dello sport e dell’istruzione. Ad aprire i cancelli e le porte della “Sante Bonvento” la fiduciaria di plesso Barbara Varolo, che ha letto una lettera e spiegati i motivi della scelta tematica: - E’ con l’allenamento continuo che si raggiungono i risultati, così saremo più veloci, più alti e più forti ma insieme, nel rispetto dei tempi di ognuno parafrasando il motto latino (citius, altius, fortius in communiter). La scuola, che da quest’anno prevede anche una classe con tempo pieno di 40 ore, avrà come obiettivo di migliorare la comunicazione, sia con metodi tradizionali che innovativi, la creatività, essenziale per il futuro dei bambini tutti, lavorando però sull’autonomia per l’autostima e il benessere in classe.

Verranno utilizzati metodi didattici cooperativi come il peer tutoring (insegnamento tra pari) dove l’insegnante diventa il regista dell’educazione e dell’istruzione.

Sono intervenuti il sindaco Daniele Panella che ha parlato della nuova scuola in attesa di ultimazione nei pressi della palestra comunale, ristrutturata anch’essa: “una scuola moderna, sicura e altamente inclusiva.”

L’assessore alla pubblica istruzione Monica Cibin nell’augurare un buon anno scolastico a tutti i bambini e insegnanti ha rinnovato la disponibilità al dialogo per i servizi curati dal comune. Infine presentati gli insegnanti del plesso, portato i saluti della dirigente scolastica professoressa Margherita Morello dell’IC di Polesella, la fiduciaria di Bosaro chiosa: “condividiamo la speranza di una scuola che sappia portar fuori dal buio una società colpita dalla pandemia in corso, perché è dalla curiosità dei bambini, dal loro esplorare la vita, che possiamo ancora meravigliarci e sorprenderci, insieme con rinnovata passione e amore per l’istruzione e l’educazione”.

Articolo di Lunedì 13 Settembre 2021

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