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PERSONAGGIO CASTELMASSA

Castelmassa: Natale Casella, il mago delle sculture in creta

Un personaggio dell'alto Polesine (Rovigo), originario di Calto, ma che ha sempre vissuto a Castelmassa, dando prova delle proprie capacità artistiche in ogni momento della propria vita

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CASTELMASSA (Rovigo) - L'architetto Natale Calesella, classe 1946, originario di Calto ma residente a Castelmassa da parecchi anni, ha insegnato storia dell'arte prima all'Isa di Mantova, poi a quello massese (adesso liceo artistico Munari), svolgendo nel contempo attività di libero professionista.

Ha sempre amato le arti figurative ma solo da pensionato ha scoperto la scultura con la creta trasformata in cotto. "Dal 2011 -ci dice l'artista massese - mi sono dedicato a tempo pieno a modellare l'argilla e i miei soggetti si ispirano al sacro, alla storia locale e al sociale. Lavoro ogni giorno massimo un paio d'ore in quanto per creare occorre certosina precisione e lucida ispirazione, ciò senza un pizzico di stanchezza".

Il prof. Calesella ha fatto tante mostre in Polesine e fuori, le sue opere non le vende, solo le dona ai comuni e alle parrocchie che lo hanno invitato per cui le sue sculture ora sono conservate in tante chiese e municipi.

"In questi ultimi anni -continua - ho realizzato un centinaio di opere, la metà donate, il resto mio. Certo fondamentale il momento creativo e del modellare, strategica pure la cottura. Uso argilla professionale. Sono passati i tempi in cui si andava in golena a caccia di terra grassa (così si chiamava in dialetto), poi la si modellava e si andava a cuocere l'opera grezza in fornace a Castelnovo Bariano. Ora si crea in laboratorio, si cuoce in forni ad hoc. Certo mi devo sempre aggiornare, creare, viaggiare, confrontarmi, studiare
personaggi e momenti storici, un continuo divenire".

Natale Calesella crea statue e busti, ma preferisce le scene di massa con fondali architettonici da cui emerge la drammaticità della vita, un realismo sofferto. Le mostre si diceva, legate alla grande e alla piccola storia: la rivoluzione francese; Napoleone; la carboneria; il saccheggio degli archivi napoleonici onde evitare la leva obbligatoria; il Veneto all'Italia, la Boje, la Grande Guerra...

Il Vangelo e la pietà popolare sono centrali nella produzione del nostro. Le stazioni quaresimali, il santo patrono, il calendario liturgico in particolare e tanto, tanto sociale ieri e oggi.

Le sue mostre hanno subito rinvii o annullamenti causa pandemia ma ora l'artista massese ritorna alla grande.

"Domenica 19 settembre - conclude - alle 19 verrà inaugurata a Polesella la mia mostra e sarà aperta sino a domenica 3 ottobre. Venerdì 26/9 alle 19 inaugurerò a Candiana (Padova) e chiuderò alla stessa data. Da ultimo sempre nel padovano ma a Bovolenta: inaugurazione venerdì 8 ottobre alle 21 sino a lunedì 18.

Articolo di Giovedì 16 Settembre 2021

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