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SICUREZZA

La Polizia Penitenziaria del Carcere di Rovigo in stato di agitazione

Troppe e tante criticità lasciate irrisolte, la pazienza è finita. Astensione di massa, degli associati e simpatizzanti alla Fs-Cosp, dal 28 al 30 settembre dal pranzo e cena dalla mensa obbligatoria di servizio in Carcere a Rovigo

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ROVIGO - Tempo scaduto. Fs-Cosp coordinamento sindacale penitenziario Comparto Sicurezza e Difesa Polizia Penitenziaria e Polizia di Stato, nel Distaccamento di Rovigo rappresenta uno dei più numerosi sindacati Autonomi, tanto che su 110 poliziotti presenti, di cui una 80 sindacalizzati, rappresenta oltre trenta (30) agenti associati.

Credono nella politica del loro leader Nazionale Domenico Mastrulli che nella visita sui luoghi di lavoro dello scorso settembre 2020 aveva sensibilizzato  le Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria territoriali in un incontro personale, che così non si poteva andare avanti tra  sovraffollamento, grave carenza di poliziotti di 70 unità, la mancanza di Sovrintendenti e Ispettori, la forzatura obbligata del lavoro straordinario oltre le 36 ore settimanali.

“Servizio straordinario non interamente pagato ma ancora più grave, alle richieste del personale di usufruire riposi compensativi le richieste sono state negate per motivi di servizio.

Agli Agenti, mancherebbe anche  il vestiario da oltre 6 anni e molti mostrano la propria biancheria  intima “mutande”  che fuoriescono dai pantaloni usurati e stracciati, scarpe e scarponcini usurati e rotti, una pianta organica dell’ottobre 2017 non in linea con le attuali esigenze e i parametri della minima e massima sicurezza rispetto alla lettera circolare Dap anno 2007 di servizio, insomma una vera catacombe del diritto sepolto dall’abbandono Dipartimentale e del Provveditorato Regionale forse dovuto dalla distanza chilometrica tra Padova e Rovigo”.

Sono già state inviate tutte le previste  Comunicazioni Tulps e Sindacali ai vertici del Dap Roma, Prap Padova  e Carcere e  Prefettura di Rovigo. Mastrulli, in una lunga articolata lettera sindacale spiega le ragioni di questa prima manifestazione del dissenso, articola i principali punti, “ce ne sarebbero tanti altri ma basterebbe dare un primo segnale di conforto a quel personale che quotidianamente sbattuto in trincea nei reparti detentivi copre tanti posti di servizio contemporaneamente e vigila tantissimi detenuti nelle proprie attività che si moltiplicano di giorno in giorno”.

“La richiesta – spiega Mastrulli – ci viene dalla base dai nostri Poliziotti iscritti, sono stanchi sfiduciati, amareggiati, troppi e tanti richiami in servizio, procedure disciplinari e amministrative, abbassamento del giudizio annuo a volte privo anche della semplice motivazione in violazione alla legge 241/90; insomma più  siamo e maggiormente soffriamo.

Questa è stata concordata con la segreteria Interregionale della Federazione Sindacale Cosp rappresentata dal dottor Donato Cortellino agente scelto della polizia penitenziaria, ma siamo pronti dopo questa prima pacifica generale dimostrazione di aperto dissenso a scendere anche in Piazza se non saranno accolte le nostre richieste previste dalle norme sindacali e contrattuali. Non dimentichiamoci delle aggressioni da parte dei detenuti contro gli Agenti, siamo Poliziotti, non carne da macello per Galeotti - chiosa Mastrulli rivolgendosi alla Ministra Cartabia”.       

Articolo di Sabato 18 Settembre 2021

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