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POLESINE

Memorie di un Monarchico Catto-Comunista

Il pluridecorato cerimoniere anziano del Comune di Badia Polesine (Rovigo), Mario Teobaldo Baratella, è noto per il suo impegno per l’edificazione di monumenti ai caduti delle varie forze combattenti, e per le iniziative riguardati il settore militare

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BADIA POLESINE (Rovigo) – A cura dell’architetto Antonio Dall’Aglio è stato pubblicato nel mese di agosto un libercolo sulla figura a dir poco singolare del geometra Mario Teobaldo Baratella per alcuni lustri cerimoniere comunale, oggi in pensione. La pubblicazione contiene molti aneddoti e foto ricordo interessanti che ne ripercorrono la storia di quella che per certi versi è divenuta a suo modo un’istituzione.

Cavaliere d’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (conferimento del 27 dicembre 1992) nonché veterano e tamburino della Brigata Sassari di cui diventò “Mazziere”, in quel periodo Mario ha sviluppato, per sua ammissione, “Un amore enfatico per la tradizione militare”. Il pluridecorato cerimoniere anziano del Comune di Badia Polesine è noto per il suo impegno per l’edificazione di monumenti ai caduti delle varie forze combattenti, nonché per le iniziative riguardati il settore militare e, infine,  per le sue “originali” posizioni politiche, via via assunte e che giustificano il titolo della pubblicazione.

Nato liberale in una famiglia piccolo borghese negli anni settanta, dopo aver frequentato la scuola politica di Faggeto Lario sul Comasco, fu consigliere comunale dell’allora Partito Comunista italiano dal 1975 al 1977, per approdare (o ritornare come dichiarato) al movimento monarchico, vantando relazioni con Casa Savoia e frequentazioni col principe Giovanelli. Memorabili restano invece le sue contrapposizioni piene di verve con l’altrettanto singolare Paolo Polignano, leader della destra consigliare del MSI, ricordato per le sue requisitorie consigliari e per i due scioperi della fame (dei quali uno incatenato fuori dal Municipio).  Erano altri tempi e a Badia la politica viveva appassionate stagioni di confronti oggi perduti. Erano i tempi, come ricorda bene Paolo Aguzzoni, in cui per le sue prese di posizione Polignano apparve persino sul New york times con tanto di foto.

Di Baratella, invece, gli amici ricordano le sue imitazioni scherzose del Vescovo, dell’imperatore Nerone e di altri personaggi pubblici. Nel suo excursus vanta anche alcune partecipazioni cinematografiche ne “La vela incantata” di Gianfranco Mingozzi in cui appare in veste di maggiordomo in una scena girata al Teatro Sociale e più recentemente in “Beate” per la regia di Samad Zarmandili.

Da sempre amante della buona musica e dell’opera, nonché dotato di una discreta voce baritonale, restano altrettanto memorabili i suoi duetti, durante le campagne saccarifere dei primi anni settanta, con l’amico socialista Paolo “Pupi” Ferrari, quello per intenderci del biglietto da visita: “Nota Bene Non sono Cavaliere”.

Oggi il settantunenne Mario Baratella, vive serenamente nei bar della piazza “…il declinar della vita” ma non rinuncia al suo impegno commemorativo e perciò ha donato le numerose Benemerenze ricevute negli anni al sottotenente dell’esercito il badiese Filippo Flagiello già valente rugbista, attualmente impegnato nello studio alla Scuola militare di Torino, al quale augura una luminosa carriera militare.

Con l’avvocato Canzio Bonazzi, infine, l’ex cerimoniere comunale ha sottoscritto e inviato al sindaco Giovanni Rossi un’accorata lettera per perorare l’intitolazione di un luogo comunale di rilevanza culturale alla memoria del compianto avvocato senatore Vielmo Duò.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 19 Settembre 2021

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