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Il cerchio dei disabili a Villanova del Ghebbo: arte, recital e musica per sensibilizzare sui “diversi" 

La festa provinciale dell’associazione Alice di Rovigo per la lotta all’ictus cerebrale. Personale di Alessandro Grazi, pièce con Adriano Baccaglini e i Vox Harmonica

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VILLANOVA DEL GHEBBO (ROVIGO) - L’arte a servizio della salute e dell'umanità. Il messaggio di Alice Rovigo, l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale, passa attraverso la pittura, la musica, il teatro. L’evento che si è tenuto sabato 18 settembre in sala Borin ha voluto proprio omaggiare i diversi, ovvero i disabili. Un excursus storico su come sono stati considerati i milioni di disabili mentali, fisici, mutilati, menomati dalla nascita, reduci di guerre, donne, omosessuali, ma anche i diversi perché di religione diversa, nel corso della storia dell’occidente. Niente di cui essere orgogliosi, anzi, solo da ricoprirsi di vergogna per appartenere a quella umanità che ritenutasi “normale”, e quindi giusta, si sia permessa, a seconda dei secoli, di ignorare, uccidere, massacrare, eliminare, nascondere, negare i “diversi”, “figli del diavolo per il Medioevo”, violando tutto ciò che oggi noi consideriamo “diritto umano”. 

Roberta Borin, presidente dell’associazione, ha introdotto la manifestazione spiegando la “deviazione" presa in questa edizione 2021, l’anniversario di Dante. Il tema e la pièce teatrale sono riprese dal libro di Massimo Fioranelli “Decimo cerchio appunti una storia della disabilità”, il sommo poeta non ebbe da creare il decimo cerchio nell'Inferno, quel luogo di somma pena ed esclusione vissuto dai disabili, perché già presente sulla terra. 

Si intitola “Decimo cerchio” anche la personale, esposta in sala Borin, di Alessandro Grazi, grafico a pittore senese che ha esposto a New York, lavorato a Berlino, è selezionato tra i 70 artisti che participeranno all’Expo di Dubai. "La sua cifra stilistica - come spiega Emanuela Mazzotti, professoressa di storia dell'arte, nel presentare le opere - è il segno, elemento determinante che si è arricchito dal colore. Il grafismo riempie la superficie pittorica, assieme ai colori bianco, rosso e nero. I temi sono quelli dell’amore della morte".
"Il decimo cerchio dei disabili per Grazi é la ricerca della verità e dell’amore. Le difficoltà dell'esistenza e di una visione del mondo che vede dolore, morte e emarginazione sono trasfigurate da Grazi in una visione positiva visto che lui si esprime con la speranza”.

Poi Adriano Baccaglini dà voce alle sconcertanti e veritiere ricerche storiche di Fioranelli e l’ensemble Vox Harmonica diretto da Sara Magon, musica. Mentre Baccaglini narra le fauste vicende dell’essere diverso nell'arco della storia, con il supporto in alcuni punti di Roberta Borin e Martina Mosca, il sestetto vocale propone due toccanti brani polifonici di Giovanni Pierluigi Da Palestrina, oltre all’Ave Verum di Mozart e al Canone di Pachelbel. Un momento intenso. Per inciso, il Vox Harmonica è il coro dell'Ulss 5 Polesana e l'ensemble è costituito da eccellenti medici della chirurgia dell'ospedalde di Rovigo.

Fuori dalla sala Borin, dopo l’esibizione, è seguito l’aperitivo proposto dai ragazzi dell’Osteria della Gioia, centro di formazione occupazionale per adulti disabili. 

 
Articolo di Domenica 19 Settembre 2021

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