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AMBIENTE E RINNOVABILI

Bugie e falsi miti sul fotovoltaico sono un ostacolo alla lotta ai cambiamenti climatici

Italia Solare, la più importante associazione italiana di produttori di energia elettrica a zero emissioni di Co2 lancia una campagna nazionale contro la disinformazione strumentale di chi lotta contro la transizione energetica

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ROVIGO - Il fotovoltaico è oggi la tecnologia più conveniente e la migliore soluzione contro gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, eppure si assiste a frequenti articoli e servizi televisivi di disinformazione sul fotovoltaico sui quali è necessario fare chiarezza per evitare di avere una percezione distorta degli impianti a energia solare.
"I falsi miti sono un ostacolo alla lotta ai cambiamenti climatici" afferma l'associazione Italia Solare con sede a Monza lanciando la campagna di informazione nazionale contro le bugie più comuni di chi ostacola la transizione ecologica, presunto consumo di suolo agricolo in primis.

“Gli impianti fotovoltaici rubano terreni all’agricoltura” [FALSO]

La risposta è nei dati dell'Ispra:
    superficie agricola disponibile > 16,6 mln di ettari
    superficie agricola utilizzata > 12,4 mln di ettari
    superficie agricola non utilizzata/abbandonata > 4,2 mln di ettari
    superficie agricola abbandonata ogni anno > + 120 mila ettari.

Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 sono necessari 43 Gigawatt (GW) di nuove installazioni fotovoltaiche (LEGGI ARTICOLO). La nuova potenza richiede circa 56 mila ettari di superficie, di questa il 30% potrebbe andare sui tetti, pertanto la superficie agricola necessaria è di circa 39 mila ettari equivalente a:
    un terzo della superficie agricola che ogni anno non viene più coltivata passando a uno stato di abbandono;
    0,9% della superficie agricola persa totale;
    0,24% della superficie agricola totale.

Lo spazio non è affatto un problema, inoltre, tra le file e sotto i moduli fotovoltaici è possibile mantenere l’attività agricola. L’agrovoltaico rappresenta quindi un’ottima opportunità perché consente agli agricoltori di continuare a coltivare la terra mentre si produce energia pulita dal fotovoltaico.

“Il fotovoltaico rappresenta un pericolo per il paesaggio e compromette la biodiversità” [FALSO]

Sulle aree di pregio paesaggistico o naturalistico non è possibile installare pannelli a terra, perché già protette da vincoli paesaggistici.
Dove si installano impianti fotovoltaici non sono consentiti diserbanti e sostanze chimiche. Oggi gran parte dei terreni agricoli italiani sono devastati da usi eccessivi di pesticidi che distruggono la biodiversità. L’agrovoltaico rappresenta un’opportunità unica per far convivere produzione di energia pulita e agricoltura sostenibile nel rispetto della biodiversità.

“Il fotovoltaico è una fonte inaffidabile perché non programmabile e non prevedibile” [FALSO]

L’altissima precisione ormai raggiunta dalle previsioni meteo, insieme ai dati storici disponibili sulle produzioni degli impianti fotovoltaici, consente di prevedere la produzione solare che può anche essere programmata grazie ai sempre più  performanti sistemi di accumulo.

I pannelli fotovoltaici non riducono le emissioni di CO2 perché per produrli si consuma energia da carbone” [FALSO]

L’energia necessaria per produrre un modulo fotovoltaico viene compensata dallo stesso modulo in meno di un anno di funzionamento, dopodiché il modulo fotovoltaico comincia a produrre energia pulita al 100%. Va da sé che è auspicabile che l’energia usata per produrre i moduli sia sempre meno inquinante, ma vale per tutti i prodotti.

“Dietro agli incendi c’è il business del fotovoltaico” [FALSO]

I terreni percorsi dagli incendi sono esclusi da ogni possibile utilizzo per i successivi 15 anni dall’incendio (legge nazionale 353/2000, art. 10). Da perseguire sono i criminali che causano incendi e non il fotovoltaico, che anzi viene solo danneggiato da simili disastri.

"Oggi si sente dire di tutto contro il fotovoltaico, informazioni scorrette e strumentalizzate. Il sospetto è che, ancora una volta, si voglia proteggere il vecchio modello energetico basato sui combustibili fossili gestito dai grandi operatori e impedire invece la transizione ecologica verso un modello di produzione distribuita e a basse emissioni.
Pensiamo sia arrivato il momento di dare uno stop a questa crociata contro le rinnovabili, per questo ci siamo visti costretti a intervenire con una campagna media per fare luce effettivamente su quali sono le verità e riportare il discorso mediatico sulla strada corretta altrimenti mancheremo il nostro obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030”, spiega Paolo Rocco Viscontini, ingegnere elettrico presidente dell'associazione Italia Solare.
Articolo di Domenica 19 Settembre 2021

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