Condividi la notizia

CULTURA E TURISMO

Beni Culturali, la risorsa sostenibile da “sfruttare” [VIDEO]

In Provincia, il convegno organizzato dalla Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza e Associazione Dimore Storiche per il rilancio di cultura, turismo e per professioni che rischiamo di dover importare

0
Succede a:

ROVIGO -  Il rischio è quello di trovarci a dover importare dall'estero le professionalità che ci servono per la gestione, cura, sviluppo, del nostro patrimonio dei beni culturali. E' una delle criticità sottolineate dal Presidente dell'Associazione Dimore Storiche Italiane Adsi, Giacomo di Thiene, intervenuto al convegno organizzato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza, con Associazione Dimore Storiche Italiane sezione Veneto, con la collaborazione dell'Associazione Ville Venete e Istituto Nazionale dei Castelli, "Il Valore del Bene Culturale: Tutela e valorizzazione dei Beni artistici e archivistici".

Ad aprire l'appuntamento, dalla Sala Consiliare della Provincia di Rovigo - anche in diretta streaming - il Presidente della Provincia di Rovigo, Ivan Dall'Ara che ha sottolineato il valore dell'iniziativa in questo specifico momento storico. Subito dopo è intervenuto  Vincenzo Tinè, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza: “da tempo in Italia si parla di giacimenti culturali. Siamo tutti consapevoli che questa è la nostra fondamentale ricchezza e la nostra dote identitaria”.

Giacomo di Thiene
Vincenzo Tinè

“Possediamo – ha continuato - questi beni che hanno un valore fondamentalmente pubblico, perfino quelli privati, che nel momento in cui sono riconosciuti come beni culturali vincolati assumono una sorta di dimensione pubblica. Parliamo quindi di beni di tutti che dobbiamo imparare a conoscere, capire e gestire anche in termini economici” ha spronato il Soprintendente sottolineando la necessità di ripartire con forte consapevolezza della sfida che ci aspetta .

Su questo delicato aspetto, della gestione del bene privato, della sua tutela e valorizzazione - in sinergia con il pubblico - è intervenuto il  Giacomo di Thiene, Presidente Nazionale dell'Associazione Dimore Storiche Italiane: “il patrimonio culturale è una delle principali risorse sostenibili del nostro Paese. Un patrimonio attorno al quale possiamo creare dei circoli virtuosi anche dal punto di vista professionale: immagino gli studenti in gestione dei beni culturali che, sarebbe bello, trovassero occupazione in Italia e non altrove, all'estero; e non solo: ci sono molte professioni legate a questo mondo come architetti, restauratori, maestri giardinieri. Siamo davanti alla principale risorsa sostenibile del nostro Paese.Confidiamo che anche con i fondi che arriveranno dall'Europa ci possa essere un reale concreto investimento nel bene culturale dando così lavoro ad una filiera amplissima di professioni”.

"Quando interveniamo su un bene storico - ha sottolineato  Giovanna Osti, Presidente Federazione Regionale Ordini Architetti PPC Veneto - che sia dimora storica o villa, dobbiamo trovare collaborazioni importanti con storici dell'arte, con archivisti e poi naturalmente c'è la relazione con la Soprintendenza". Perché mettere mano a immobili, e ai beni mobili correlati, è sempre complesso ed è necessario rifarsi a tecniche di centinaia di anni fa.

Confartigianato, evidenzia il Presidente di Thiene, ci dice che dal 2014 al 2019 ha chiuso il 38% delle aziende di restauro: “il rischio è che tra qualche hanno saremo costretti ad andare a cercare queste professionalità all'estero”. E' necessario arare il terreno per far fiorire questo mercato che opera tanto sugli immobili quanto sui beni mobili (mobilio, arazzi, tendaggi tappeti e molto altro): “a partire da una corretta politica di detassazione sul fronte degli investimenti del patrimonio culturale; dobbiamo cominciare a pensare ad un immobile storico, pubblico o privato che sia, come una risorsa. Cosa sarebbero tanti paesi e tante città senza il loro centro storico?I beni culturali hanno un altissimo valore sociale e sono un elemento di collegamento trans-generazionale” ha concluso di Thiene richiamando parole del Presidente della Repubblica Mattarella.

Per  Isabella Collalto, Presidente Associazione per le Ville Venete,“siamo reduci da una crisi profondissima che ha tagliato molte risorse – specialmente nel turismo - che le Dimore Storiche e le Ville producevano in maniera autonoma ma ora è tempo di ripartire: abbiamo davanti risorse straordinarie grazie al Pnrr. Siamo in possesso di un patrimonio unico: dobbiamo lavorare per valorizzarlo ancora di più”.

E' intervenuto, tra gli altri, a proposito di beni mobili, anche il neo  direttore dell'Archivio di Stato di Verona, Chiara Bianchini, che ha ricordato che “gli archivi sono scrigni preziosissimi che possono raccontare molte cose. L'archivio di Stato è proprio la memoria di Stato”. Presso l'Archivio di Stato di Verona, ad esempio, sono raccolte testimonianze dell'attività sociale, politica, amministrativa, giudiziaria, ecclesiastica della città e del territorio che abbraccia un arco temporale di tredici secoli, con il documento membranaceo più antico risalente al secolo VIII.

All'evento hanno partecipato anche: Tonino Portesan, Presidente Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Rovigo; Francesca Meneghetti della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza; Chiara Bianchini – Direttore Archivio di Stato di Verona; Melania Zanetti - Docente di Conservazione e restauro del libro e del documento presso Università Ca’ Foscari di Venezia; Giovanni Ciarrocca - Segretario generale Associazione Dimore Storiche Italiane.

 

 

Articolo di Giovedì 23 Settembre 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it