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EDITORIA

Fatti e i protagonisti storici, realmente esistiti, per raccontare la sua verità

Venerdì 1 ottobre alle ore 21 presso la Fondazione Bocchi ad Adria (Rovigo) Antonella Bertoli presenta l’ultima produzione letteraria, il Romanzo “La Boje”

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ADRIA (Rovigo) - Sarà presentato venerdì 1 ottobre alle ore 21 presso la Fondazione Bocchi ad Adria il Romanzo “La Boje”, ultima produzione letteraria di Antonella Bertoli che già aveva tratto una Rappresentazione teatrale dalla storia della prima insurrezione bracciantile del Regno d’Italia avvenuta dopo la disastrosa alluvione del 17 settembre 1882.

La presentazione, a cura di Antonio Lodo, storico e scrittore, avverrà grazie all’interessamento della Presidente Elena Passadore che ha già presentato con Mara Bellettato lo scorso venerdì la silloge poetica “Emozioni per l’Uso” della stessa Autrice.

“La Boje, la boje, de boto la va de sora” (in italiano “Bolle, bolle, tra poco trabocca”) è il grido che i braccianti polesani stanchi di soprusi e ingiustizie, vittime di malattie quali la malaria, la pellagra e infezioni gastrointestinali lanciano incrociando le braccia per avere il salario giornaliero aumentato e cibo per sostenere la famiglia.

Bertoli riprende lo sciopero storicamente avvenuto e documentato da storici e scrittori quali Vittorio Tommasin e Bruno Pirani, e lo trasforma in romanzo, evidenziando figure di donne che la storia si è “dimenticata” di menzionare. Figure come la “Dele”, proprietaria dell’osteria dove si ritrovavano i rivoltosi, esistita storicamente e altre inventate ma sicuramente in lotta con i compagni e gli altri braccianti, come la Vecia Xenga, la Curina, la Nana, la Mora Mammana, in cerca di sfamare in qualche modo i figli e tenere su la famiglia, nascondere i ricercati, o la Rosina vittima di uno stupro da parte dell’Agrario proprietario del fondo dove lavorava.

Molti sono i fatti e i protagonisti storici, realmente esistiti, ma l’autrice li prende a pretesto per raccontare la sua verità, cercando di far rivivere attraverso scontri, dibattiti, amori impossibili, fughe e incarcerazioni, tradimenti, morti e sofferenze, un mondo di ingiustizia che non aveva pietà degli ultimi e una vita di miseria a cui erano costretti i poveri lavoratori dei campi.

Come dimostrato dallo storico Tommasin, il moto de La Boje è partito da Pezzoli (oggi frazione di Ceregnano e a quei tempi sotto il Comune di Adria) e si è allargato a tutto il Polesine fino al veneziano e al mantovano: il tentativo di Bertoli è ridare voce agli sconfitti di allora anche attraverso le parole delle donne, alle quali affida il compito di raccontare come in un filò di antica memoria la vita della povera gente polesana che viveva in campagna circondata da terra e acqua.

E il libro, attraverso di loro racconta fatti veri e invenzioni, lettere ritrovate e conservate negli archivi, rabbia per i compagni perduti e mai più ritrovati, dolore per la perdita dei figli a causa di alluvioni, malattie e fame.

Entrata su prenotazione con Green Pass al n.0426 901188

e mail fondazionecarlobocchi@live.it

Articolo di Lunedì 27 Settembre 2021

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