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POLESINE

Badia conferisce all’unanimità la cittadinanza onoraria al Milite ignoto

All’iniziativa proposta dal Gruppo delle medaglie d’oro al Valor militare d’Italia in collaborazione con Anci, il Comune di Badia Polesine (Rovigo) ha aderito con entusiasmo e voto unanime

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Giovanni Rossi sindaco di Badia Polesine

BADIA POLESINE (Rovigo) – Prima del Consiglio comunale del 27 settembre scorso, alla presenza dei rappresentanti dell’Arma, il maggiore Giovanni Truglio ed il luogotenente Paolo Valentini, è stato approvato all’unanimità il punto all’ordine del giorno per il conferimento della cittadinanza onoraria di Badia Polesine al Milite ignoto.

Nel presentare la proposta, il sindaco Giovanni Rossi ha dichiarato: “Il 4 novembre sarà celebrato il centenario della traslazione del Milite ignoto all’Altare della Patria, ed è auspicabile che a quel valoroso soldato percepito come patrimonio di tutti, possa oggi essere attribuita la filiale appartenenza ad ogni Comune d’Italia, in omaggio a coloro che hanno testimoniato con il loro sacrificio l’importanza di assicurare al Paese valori come quello di libertà, pace e legalità”.

All’iniziativa proposta dal Gruppo delle medaglie d’oro al Valor militare d’Italia in collaborazione con Anci, il Comune di Badia Polesine ha aderito con entusiasmo e voto unanime. Dai banchi della minoranza, Idana Casarotto di Adesso Badia ha spiegato come il conferimento richiami all’importanza della memoria condivisa tanto più necessaria per le giovani generazioni che hanno avuto la fortuna di non aver mai vissuto sulla loro pelle la guerra. È una consapevolezza per guardare al futuro senza ripetere gli errori del passato.

Era il 3 ottobre 1921, quando sui monti attorno a Rovereto, scavando a mano, apparve un fante in atto di tranquillo e sereno riposo, vestito della sua uniforme e con indosso le giberne, un defunto privo di una degna sepoltura. Era la prima di undici salme, candidate ad essere selezionate quale soldato senza nome destinato a rappresentare tutti i caduti italiani della Grande Guerra.

È trascorso un secolo e il 29 ottobre partirà il treno della memoria, riedizione del convoglio speciale che cent'anni fa trasportò da Aquileia a Roma il feretro scelto da Maria Bergamas, madre del sottotenente Antonio, irredentista triestino, morto nel 1916 sul monte Cimone, il cui corpo non fu mai identificato. Narrano le cronache dell’epoca che l'ordine di schieramento delle bare nella basilica di Aquileia, fu cambiato per evitare ogni possibile riconoscimento anche territoriale. Maria Bergamas si accasciò sulla decima, chiamando il figliolo con un grido che si ripercosse nel tempio.

Oggi, col conferimento della cittadinanza onoraria al Milite ignoto, Badia Polesine ripercorre idealmente quella traslazione, simbolo identitario del Paese Italia.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 1 Ottobre 2021

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