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EVENTO PORTO TOLLE

Un evento sulla sostenibilità in mare

Presso la sala della musica di Porto Tolle dalle alle ore 9.30 alle ore 12.30 si svolgerà questa "ricerca" promossa da Flai Cgil del Veneto e la Flai Cgil di Rovigo

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PORTO TOLLE (Rovigo) - Sabato 9 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, presso l'auditorium Sala della Musica Ca' Tiepolo di Porto Tolle (via Giordano 3), la Flai Cgil del Veneto
e la Flai Cgil di Rovigo presenteranno la ricerca: un mare sostenibile, percorsi di sostenibilità della pesca attraverso la valutazione dei processi produttivi del territorio.

 Interverranno: Mauro Baldi (segretario generale Flai Cgil Rovigo), il professor Roberto Odorico (curatore della ricerca e docente dell'Università di Padova), Raffaele Ferrone  (Dipartimento Pesca Flai Cgil nazionale).

L'iniziativa è sostenuta da Progettopesca (Diritti e occupazione nella pesca e nell'acquacoltura) e da Mipaaf (ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali).

L'elemento di criticità con la quale sempre più spesso saremo costretti a misurarci negli anni a venire si legge nell'introduzione alla ricerca - è quello delle persone che, banalmente, per sostenersi hanno bisogno di lavorare, all'interno del perimetro ferreo e invalicabile della sostenibilità ambientale, i cui confini non possiamo più permetterci di oltrepassare. Il processo innescatosi e quasi irreversibile del climate change, oltre a modificare il nostro territorio, il nostro paesaggio, la biosfera e appiattire la biodiversità di ecosistemi complessi in perenne e labile equilibrio, rischia concretamente di modificare la vita delle persone e di compromettere in maniera definitiva l'equilibrio del quale, nel territorio Polesano del Delta del Po, l'uomo è un piccolo tassello.

"Il nostro obbiettivo attraverso questa ricerca - dichiarano Giosuè Mattei (segretario generale Flai Cgil Veneto) e Mauro Baldi (segretario generale Flai Cgil Rovigo) è quello di sollevare un problema ecologico-ambientale, economico e conseguentemente sociale, attraverso la constatazione dell'evidenza scientifica di ciò che sta accadendo nel territorio di Pila e di Barbamarco".

"E vogliamo sollevare questo problema nell'interesse di un settore che rappresentiamo dal punto di vista della tutela dei lavoratori i quali, per poter svolgere la propria attività, necessitano di un ecosistema equilibrato e un porto sicuro dal punto di vista infrastrutturale dove approdare, senza rischiare la propria incolumità ogni qual volta si esce o si rientra in porto".

"Inoltre, pretendiamo che a questo settore venga riconosciuta pari dignità rispetto ad altri settori nell'ambito agroalimentare di eccellenza della nostra Regione, priorità di discussione e una assunzione di responsabilità delle Istituzioni di fronte all'evidenza delle problematiche che questa ricerca ha sollevato nell'interesse collettivo".

"Infine, vorremmo tentare di spiegare che parlare di Pila e di Barbamarco all'interno della governance complessiva del delta del Po, è una opportunità nell'interesse economico e
sociale dell'intera Regione del Veneto".

"Vorremmo invertire la tendenza rispetto dalla assoluta mancanza di progettualità, e soprattutto alla mancanza di un accompagnamento qualificato nell'affrontare i problemi con un metodo analitico; e questa ricerca rappresenta un primo passo concreto per affrontare una discussione partecipata proprio laddove si realizza la governance del territorio, e che successivamente dovrà tradursi in una decisione politica sul futuro del territorio di Barbamarco, del porto di Pila e conseguentemente sul destino della comunità di pescatori e dell'economia che generano nel territorio e nel Veneto".
 
Articolo di Giovedì 7 Ottobre 2021

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