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SANITA' ADRIA

Gino Spinello: "La sanità adriese ha pagato un prezzo altissimo con la pandemia"

Il consigliere d'opposizione di Adria (Rovigo) sottolinea la situazione della sanità locale, specificando che la stessa deve essere concepita in maniera diversa

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ADRIA (Rovigo) - "Ritengo che le conseguenze legate alla pandemia impongano a tutti un ripensamento su come dovrà essere percepita e quindi gestita la sanità. La nostra Città ha pagato un prezzo altissimo per le scelte dei governi regionali e nazionali: la” razionalizzazione” imposta dalle norme nazionali si è dimostrata deleteria e controproducente sia in
termini di spesa che di servizi resi ai cittadini". Così il consigliere comunale Sandro Gino Spinello sulla questione sanitaria del comune di Adria. 

"La Regione Veneto, contravvenendo ad una consolidata tradizione politico culturale, ha privilegiato enormemente l'imprenditoria privata del settore. Questa è una verità storica innegabile che non va degradata a sterile polemica. L'ospedale di Adria in questi anni è stato fortemente ridimensionato e penalizzato. Negli anni molti cittadini adriesi hanno contrastato questo disegno".

"La nostra comunità ha sempre dimostrato grande attenzione ai problemi sanitari e le denunce sui tagli effettuati o sulle carenze dei servizi nella stragrande maggioranza dei casi non sono mai state strumentali. Sono convinto che oggi siamo giunti ad un punto di svolta: o si continua nell'inesorabile decadimento oppure si riaffida effettivamente all'Ospedale di Adria il ruolo specifico previsto dalla stessa programmazione regionale".

Proseguendo: "La sanità è stata per lungo tempo e legittimamente un terreno di confronto politico ed istituzionale anche ruvido In questi giorni come cittadino- utente sono stato a contatto diretto con la nostra struttura ospedaliera".

"L'impressione che ne ho ricavato e che, nonostante il pesante depauperamento subito , la riduzione degli organici e il sovracarico di incombenze per il personale, permangono valenti professionalità e personale responsabile e preparato. Ho notato limiti organizzativi e strutturali che devono essere superati; e parte delle demotivazioni che ho colto nell'ambiente nascono dall'incertezza sul futuro".

Sottolineando: "Sono in corso di espletamento i concorsi di primario per chirurgia generale, anestesia e rianimazione, ortopedia, ostetricia e ginecologiaa e riabilitazione. I servizi esistenti hanno bisogno assoluto di essere consolidati. I reparti, uso questo termine ormai desueto, hanno bisogno di guide competenti ed autorevoli. Gli stessi effetti della pandemia hanno privilegiato vieppiù le strutture private; penso alle attività chirurgiche che negli ospedali pubblici sono state subito praticamente bloccate per le ovvie emergenzialità mentre queste stesse attività nel privato sono proseguite praticamente senza interruzione".

"Ragionamento analogo, vale per le prestazioni ambulatoriali e diagnostiche. Un gap che va superato prima possibile. Adria anche per la sanità ha bisogno di parole di verità. Leggo come elemento positivo che , in questi primi mesi, il nuovo Direttore Generale, d.ssa Patrizia Simionato, ha caratterizzato la sua attività con un profilo più tecnico di quanto eravamo abituati. Chiediamo alla stessa Direzione Strategica dell'Asl polesana di concretizzare compiutamente il ruolo definito per Adria e per l'intero Distretto contenuto nell'atto aziendale; finora questo è avvenuto solo in parte e in certe situazioni completamente disatteso".

"L'ospedale di Adria deve avere il ruolo che gli compete nella rete ospedaliera veneta e nella sanità del territorio. E' oramai non produttivo per gli stessi interessi della Città
perseverare nelle contrapposizioni e in diatribe fine a se stesse. E' il tempo del realismo e della concretezza, la pandemia ci sta costringendo a nuove modalità di vita e quindi anche a nuove prassi nella cura sanitaria"

Concludendo: "Abbiamo bisogno di riscrivere un nuovo patto tra istituzioni e cittadini anche per la sanità che vada oltre gli schemi del passato. Per avere un futuro il nostro ospedale deve vedere il concorso di tutti, di chi decide, di chi deve controllare, di chi lo deve far funzionare ma soprattutto dei cittadini utenti che devono essere messi nelle condizioni di frequentarlo con le assiduità di un tempo".

"Mi sono convinto ancor di questo, avendo avuto in questi giorni contatto diretto con la struttura e con le sue professionalità; dal Direttore del dipartimento Urgenza-Emergenza, il mio amico di sempre Giovanni Lucianò, al chirurgo Dott. Luca Verza, al Direttore ff Anestesia e Rianimazione D.ssa Bernasconi e la sua collaboratrice D.ssa Minervini oltre al personale infermieristico tutto".

"Non è più tempo di tatticismi , di propaganda, di primogeniture e anche di piagnistei. Va richiesto un salto di qualità nell'agire di tutti. E' mia convinzione è che specialmente in questi momenti i tavoli indistinti di stampo civico non incidano e, quindi, rischiano di essere, improduttivi".
Articolo di Domenica 10 Ottobre 2021

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