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COMMERCIO ROVIGO

"Il centro storico soffre, siamo sicuri non sia colpa, anche, dei commercianti?"

"Una licenza di commercio non deve rappresentare la più scontata risposta alla disoccupazione, ma l'avvio di una professione fatta di competenza e creatività" secondo Giovanni Nonnato (Psi Rovigo)

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ROVIGO - Se le cose non vanno bene, o piuttosto, vanno proprio male, tanto che qualche commerciante potrebbe non riaprire il prossimo anno, la colpa si cerca di trovarla nella politica locale, nella mancanza di aiuti, nei problemi di circolazione, nel traffico, nei parcheggi, nel sindaco. L'esperienza di una passeggiata a Padova, tra i negozi, aperti, del centro spinge il socialista Giovanni Nonnato ad un confronto con la "piccola" realtà rodigina.

"Seguendo le indicazioni per l'accessibilità al centro storico ho parcheggiato a Prato della Valle, al parcheggio di Piazza Rabin - racconta Giovanni Nonnato del Psi rodigino - mi son dovuto fare Via Umberto I e Via Roma a piedi. Circa 15 minuti per arrivare in via Altinate, appena dopo le piazze, zona Coin - Upim.
I commercianti rodigini pretenderebbero invece parcheggi auto fino davanti alle loro vetrine, oltre ai posti riservati per chi in negozio ci lavora. Non fanno niente per rinnovare le loro strategie di attrazione e per qualificare la loro offerta. Non tutti per la verità. C’è chi si distingue, per nostra fortuna.

Aggiungo che abbiamo in Comune anche una minoranza che, vocata esclusivamente alla protesta più che alla critica costruttiva, prende posizione sulle domeniche ecologiche del Comune senza rendersi conto che avrebbe fatto meglio a rivolgersi direttamente alla Regione che le ha decretate e calate sui sette comuni veneti. Pretende più manifestazioni in centro senza tenere conto che in presenza di molte di queste i negozi restano chiusi. Mi rendo anche conto che molti consumatori sono prevalentemente attratti dai grandi centri commerciali e dalle vendite online, ma proprio per questo sarebbe necessario che i negozi facessero “rete” superando la miope visione individualistica ed assumessero iniziative propagandistiche creative e di gruppo per veicolare un richiamo più stimolante.

Nulla di tutto questo. E’ più facile criticare il Sindaco. E’ più assolutorio dare la colpa alla distanza dei parcheggi senza dire che a Rovigo la distanza più grande è colmata da circa 5 minuti di orologio. A Padova, a Treviso, a Vicenza e a Ferrara, Venezia fa storia a sé, le “passeggiate” per il centro richiedono più tempo che a Rovigo. Ma il confronto, pur valido, non può essere accampato. Anzi è nettamente rifiutato.

E’ più facile dichiarare che il Sindaco non ascolta la città senza pensare che le due precedenti amministrazioni di destra sono state mandate a casa per avere prodotto solo fumo. Vogliamo continuare la serie ora che finalmente abbiamo un Sindaco che sta dando una svolta nella concretezza di una visione strategica che ci avvicini all’efficienza ed al moderno.

I negozi che hanno chiuso finora non lo hanno fatto per insufficienze del Sindaco, ma per mille altre cause, non ultima la totale assenza di vocazione al commercio o per la proposta di prodotti senza domanda. Vogliamo restare per sempre provinciali e polentoni?".
Articolo di Lunedì 11 Ottobre 2021

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