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TRIVELLAZIONI E SUBSIDENZA

Il comitato NO Trivelle Rovigo scrive alla Presidente del Senato Casellati

Dopo il ricorso straordinario dei Comuni al Presidente Sergio Mattarella, la decisione di coinvolgere anche la seconda carica dello Stato, di origine polesana, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per informarla della minaccia

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PORTO VIRO (Rovigo) - La battaglia da vincere in Polesine è quella contro l'iter autorizzatorio avviato dai ministri Franceschini e Cingolani per l'attività estrattiva del giacimento metanifero Teodorico rilasciata alla società australiana Po Valley Operations (LEGGI ARTICOLO).

Allo scopo si è costituito il comitato No Trivelle Rovigo che ha goduto dell'appello anche della illustre rodigina Katia Ricciarelli, un comitato trasversale alla politica, che vede la partecipazione dell'ex deputato Pd Diego Crivellari, così come dell'ex parlamentare Luca Bellotti, l'Ente Parco delta del Po, i sindaci che hanno presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro la decisione statale di non bocciare la richiesta estrattiva e, in teoria, anche la Regione Veneto che però, al momento, non si è costituita nel ricorso presentato dai Sindaci del Delta.


"L’attività del nostro comitato prosegue coinvolgendo le massime cariche dello Stato - afferma Enrico Bonafè, responsabile provinciale di Forza Italia per l'Ambiente ed organizzatore dell'evento di presentazione del fermo No alle trivelle in Adriatico (LEGGI ARTICOLO) - Abbiamo deciso di interpellare la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, al fine di informarla sulla situazione che minaccia gravemente il nostro territorio. L’impianto di trivellazione a mare “Teodorico” ci mette in allarme, perché il Polesine è già stato vittima delle estrazioni di idrocarburi. Questa attività ha comportato un drastico abbassamento del suolo e non vogliamo più si ripeta: quello che potrebbe succedere è una catastrofe naturale idrogeologica.

Il motivo per il quale abbiamo deciso di rivolgerci alla presidente del Senato è duplice: innanzitutto il suo ruolo di seconda carica dello Stato, il presidente Mattarella è già stato informato di tutto, quindi abbiamo creduto necessario fare lo stesso con Casellati; in secondo luogo perché la stessa Casellati è nata proprio a Rovigo, quindi conosce il nostro territorio e siamo convinti abbia a cuore la causa che stiamo perorando con così tanto impegno e dedizione.

Dopo gli incontri con la cittadinanza, l’interessamento di personalità dello spettacolo come la soprano Katia Ricciarelli, la nostra azione prosegue anche con il coinvolgimento delle più alte autorità, perché non intendiamo indietreggiare di un solo millimetro. Il comitato, formato da Enrico Bonafè, Renzo Marangon, Geremia Gennari, Luca Bellotti, Diego Crivellari e dal presidente del Parco del delta del Po, Moreno Gasparini, che ribadiamo aver presentato ricorso al Tar del Lazio contro le trivelle, è in costante attività e sta preparando una serie di iniziative per contrastare il più possibile l’installazione a mare della piattaforma di estrazione.
Intanto il termine ultimo per la presentazione del cosiddetto “piano regolatore delle estrazioni”, il Pitesai, è scaduto il 30 settembre scorso. Questo potrebbe comportare lo sblocco di tutte le istanze di estrazione sospese appositamente fino a quella data. Da quanto informa il ministro per la transizione ecologica il piano è stato inviato alla conferenza unificata, per la sua valutazione, ma ad oggi non ci sono notizie in merito. Anche per questo, nella confusione generale che speriamo non si stata voluta, abbiamo deciso di inviare la nostra lettera a firma Comitato NO Trivelle Rovigo”.
Articolo di Lunedì 11 Ottobre 2021

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