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LAVORO

“15 ottobre e green pass. Caos nelle Pubbliche Amministrazioni”

Ivan Bernini segretario generale Fp Cgil del Veneto, lancia l’allarme, mancano 4 giorni all’obbligo di possesso del “green pass” per poter accedere nel proprio posto di lavoro

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VENEZIA - Mancano 4 giorni all’obbligo di possesso del “green pass” per poter accedere nel proprio posto di lavoro ma “ad oggi gli Enti delle Pubbliche Amministrazioni non hanno ancora le linee guida di applicazione dei tanti e diversi decreti prodotti in questi mesi e che si dovranno applicare obbligatoriamente a partire dal 15 ottobre”, afferma Ivan Bernini segretario generale Fp Cgil del Veneto.

Le interlocuzioni con i responsabili delle strutture afferenti a Regione, enti regionali strumentali, Anci e Upi sono molto serrate in queste giornate ma nessuno, oggi, sa andare oltre le possibili previsioni ed interpretazioni forniti dalla circolazione delle bozze e dall’assenza di un documento ufficiale inviato dal ministero anche in relazione ai recepimenti di pareri espressi in sede di conferenza unificata Stato-Regioni.

“Detto in altri termini -  precisa Bernini - a quattro giorni dall’obbligo di applicazione delle norme nessuno sa con precisione come dovrà e potrà procedere correttamente. Sapendo che in assenza dell’obbligo vaccinale il numero di lavoratori del sistema delle autonomie locali che non sono vaccinati e che per poter ottenere il green pass dovranno sottoporsi al tampone si stimano in circa 20% del totale (dalle 5.000 alle 6.000) persone secondo le previsioni più rosee”.

“Stiamo interloquendo anche in relazione a talune priorità che già sappiamo ci troveremo ad affrontare”, continua Bernini, “a partire dagli aggiornamenti anche dei protocolli della sicurezza vigenti e vincolanti per tutti. Su questo abbiamo formalmente chiesto che il dipartimento prevenzione della Regione Veneto supporti questa richiesta dando indicazione sulla base di evidenze scientifiche; non vorremmo, come in parte sta già accadendo, che ognuno si senta interprete di questioni delicate sulle quali non può esserci improvvisazione. Dispositivi di prevenzione e distanziamento fisico nei luoghi di lavoro non possono essere né messi in discussione né interpretati da parte di nessuno; né dai datori né dai dipendenti.

“In secondo luogo abbiamo verificato la possibilità di applicare con gradualità e buon senso organizzativo le norme; principio sostanzialmente impossibile viste le sanzioni pecuniarie e disciplinari a carico di datori di lavoro e lavoratori nel momento in cui, a seguito di controllo anche a campione, vi fossero lavoratori (interni ed esterni alle amministrazioni) senza certificato verde sul quale, peraltro, è prevista segnalazione al Prefetto. Il punto, però, è che chiedere alle amministrazioni di applicare senza deroga alcuna le norme a partire da venerdì 15 ottobre salvo poi non fornirle delle linee di indirizzo definitive segna lo scarto tra coloro che scrivono le norme e coloro che sono chiamati ad applicarle. A meno che non si pensi che soggetti istituzionali e parti sociali debbano fare riferimento alle bozze che girano nella stampa o nei social e non fare riferimento a documenti formali forniti alle istituzioni ed alle parti sociali per provare a darvi regolamentazione”.

In questo contesto caotico che conferma che “non è andato tutto bene” come si immaginava ottimisticamente nel 2020 in piena pandemia, si inseriscono – trovandosi a proprio agio – protagonismi e comportamenti che nulla hanno a che fare con i tentativi di “convivenza con il virus” e che generano ulteriore confusione tra le persone.

“Noi auspichiamo che domani Regione, Anci, Upi e enti strumentali regionali convochino congiuntamente un tavolo – come abbiamo chiesto di fare - per provare a darci un indirizzo e una regolamentazione omogenea ed uniforme sulle norme. A sto punto con o senza linee di indirizzo”, conclude Bernini.

Articolo di Lunedì 11 Ottobre 2021

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