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BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA VENETO

Esplosione di colori e di contaminazioni plastiche di De Franceschi alla Biennale d’Arte Veneto [VIDEO]

La video intervista a Emanuela De Franceschi che espone una personale a Villa Badoer di Fratta Polesine, visitabile fino al 28 ottobre

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FRATTA POLESINE (ROVIGO) - “Contaminazioni plastiche “ è il titolo del ciclo di 17 opere di Emanuela De Franceschi esposte alla Biennale d’Arte Contemporanea di Villa Badoer, aperta fino al 28 ottobre. Artista romana, che vive e lavora a Castelli Romani, selezionata per l’evento “Pace e amore” di Abu Dhabi, assiema ad altri 69 artisti italiani selezionati per rappresentare l’Italia all’Expò 2020.
I quadri che si possono vedere a Fratta Polesine sono realizzati dal 2018 al 2021, “immagini classiche che vengono contaminate da una pittura informale” come spiega la pittrice. “Amo i contrasti, per questo cerco un’armonia nuova fra queste due situazioni che sembrano antitetiche” dice.


Gli esordi della passione per il colore e il disegno si manifestano fin da bambina. Nata a Roma in un palazzo del centro, vicino alla Basilica di S. Maria Maggiore.
A dodici anni la madre, impiegata presso il dipartimento di Fisica dell'Università La sapienza di Roma, le regala una cassetta di colori a olio e una tela. Immediatamente sente la necessità di tradurre visivamente ciò che ogni giorno dal balcone la affascina con i propri suoni e colori: dipinge una veduta del panorama sottostante, arricchito da una carrozzella per bilanciare una strada troppo deserta. A quindici anni, mentre si trova in vacanza al mare con i genitori in Puglia, una grande luna sul mare colpisce la sua attenzione: realizza su alcuni fogli un rapido schizzo, poi a casa dipinge un suggestivo notturno. Il padre decide di farlo incorniciare. Davanti al Palazzo delle Esposizioni a Via Nazionale, la giovane artista si accorge che è in corso la VII mostra internazionale d’arte dello Studente e che quello è l’ultimo giorno utile per partecipare. Decide d'istinto di iscriversi, consegna il quadro e inavvertitamente se ne dimentica. Scopre poi di aver vinto una medaglia d'argento. Vende il primo quadro nel 1976, a una sarta, che in cambio le confeziona un tailleur.

“Dipingere per me è il mio giardino segreto, dove trovo la mia libertà. Dalla tela bianca comincia il mio viaggio e non so dove finisce” spiega De Franceschi.

Nel 2018 Emanuela De Franceschi vince il 1° premio della Biennale di Viterbo, a cura di Laura Lucibello, per la categoria Artisti Emergenti. L’apprezzamento di questo nuovo percorso viene anche dalla critica, tra cui Giovanni Faccenda, e Giammarco Puntelli che curerà le sue personali, nel 2018 ad  Anghiari nel palazzo comunale: “Eterne Intelligenze”, nel 2019 a Berlino, nella galleria Lacke & Farben:  “Plastik Contamination” e nel  2020, a Ventimiglia, al MAR, nella Fortezza dell'Annunziata: la personale “Percorsi della mente e dell’anima”. Sempre nel 2020 si tiene a Formia la personale “Formia Contemporanea, Mediterraneo:  l’Evoluzione del Mito”. Nel 2020 pubblica la sua Monografia per le edizioni Giorgio Mondadori a cura di Francesca Bogliolo. Negli ultimi anni ha esposto a Roma, Bari, Assisi, Napoli, Montecatini, Milano, Genova, Monreale, Gubbio, Ventimiglia, Londra, Dubrovnik, Berlino, Tirana, Plovdiv, Kavarna, Assuan.  
 
Articolo di Martedì 12 Ottobre 2021

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