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POLITICA

AAA piano industriale cercasi, per ritornare a sorridere

Il gruppo consigliare di minoranza di Adesso Badia ritorna a parlare della casa di riposo locale chiedendo lumi sulle strategie future dell’Ente di Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Il gruppo consigliare di minoranza di Adesso Badia, in un comunicato diffuso da Manuel Berengan, torna a parlare della Casa del Sorriso con un appello: AAA piano industriale cercasi. I firmatari si chiedono dove sia un piano industriale degno di questo nome, più volte ventilato, prima che sia troppo tardi per salvare il salvabile dopo i cinque anni di mandato del Consiglio di Amministrazione guidato da Tommaso Zerbinati. Ovviamente occorrerebbero scelte radicali ma, a pochi mesi dalla fine del mandato il CdA, “… forse non c’è più tempo”.

Hanno approvato bilanci critici con un'unica ridondante raccomandazione del revisore dei conti: redigere il piano industriale per impedire evitabili aumenti di rette e alleggerire il debito” sostiene il comunicato. Invece di fare quest'unica cosa necessaria, hanno esternalizzato personale, chiuso il dialogo, aumentato drasticamente le rette e ripetuto continuamente che sul futuro “non possono svelare nulla altrimenti rischiano di fare saltare i piani”.

Nel frattempo la situazione è sempre più critica, le condizioni di lavoro impongono ai dipendenti il mantenimento dello stato di agitazione, lo svuotamento della struttura è nota eppure, neanche dopo l'ultimo bilancio approvato con parere contrario del revisore e un buco spaventoso, nulla si vede.

“Nessuno nega le difficoltà causate dalla pandemia e il merito di aver saputo salvaguardare la struttura dal Covid-19”, continua la nota, ma non può diventare uno scudo dietro il quale ripararsi per nascondere le proprie incapacità di fronte a responsabilità alle quali si è chiamati.

“Solo dopo mesi di agitazione - si legge - si apre al dialogo, solo dopo la fuga di decine di ospiti per l'eccessivo rincaro delle rette, dopo aver a lungo ignorato i rappresentanti dei lavoratori, dopo aver più volte abbandonato i familiari nel tentativo di scalfire l'indifferenza regionale che, da un lato sembra aver abbandonato Zerbinati, e però continua a non affrontare i problemi delle IPAB venete che attendono da vent'anni una riforma”.

A confermare l’inettitudine amministrativa del CdA, secondo Adesso Badia, lo dimostrerebbe il nucleo SAPA, per il quale a detta del Presidente si poteva fare ben poco mentre è stato riempito velocemente grazie all'impegno del Sindaco: “Si poteva fare prima?”

Ora, dopo l'ennesimo coinvolgimento del Prefetto, il Sindaco ha fatto intendere che si aprirà un tavolo di lavoro sul piano industriale “… ma a pochi mesi dalla scadenza del CdA, stiamo ancora solo parlando”. È invece il momento dei fatti.

La conclusione è questa: “È impossibile fingere fiducia di fronte ad un piano che forse sarà presentato sul finire del mandato da qualcuno che ci crede così poco da proporlo così tardi da poterlo attuare, imponendone la gestione ai posteri … sempreché non subentrino nuove motivazioni per rimandare ancora, il che ormai non stupirebbe più nessuno”.

La chiusura è affidata alla satira polesana per rovesciare il detto che vorrebbe il peggiore dei presidenti preferibile al miglior commissario. Forse per la Casa del sorriso, secondo i firmatari, l’inversione potrebbe calzare.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 14 Ottobre 2021

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