Condividi la notizia

POLITICA

E' l'ora del partito dei riformisti secondo il socialista Giovanni Nonnato

Il Pd non può continuare a considerarsi "autosufficiente" per l'area di sinistra, ma dovrebbe aderire ad un nuovo soggetto politico votato al cambiamento del Paese. L'alternativa è il proliferare di pseudo civici senza visione politica

1
Succede a:
ROVIGO - La nomina di Mario Draghi a presidente del Consiglio dei Ministri ha di fatto aperto la stagione storica, per il Paese, delle riforme. Dall'adesione al Next Generation Eu al Decreto Semplificazioni, alla futura riforma della Giustizia.

Giovanni Nonnato, socialista non confluito nel Partito democratico, auspica si trovi il coraggio, questa volta, di costituire un partito dei Riformisti, per contrastare il prolificare di civiche, o pseudo tali, di area di sinistra, incapaci di portare avanti ideali politici. "Il Partito democratico veltroniano a vocazione maggioritaria nel 2008 rifiutò l’alleanza con il Partito socialista italiano per scegliere quella con Di Pietro - ricorda Nonnato - La scelta si combinava con lo spirito di mani pulite, allora non del tutto superato. Ciò avveniva, guarda caso, pochi anni dopo che il Psi di Craxi e De Michelis aveva acconsentito l’ingresso del Pd nel Partito Socialista Europeo. Ciononostante il Psi, coerente con l’appartenenza al centrosinistra, non reagì in modo scomposto, ma mantenne un confronto vivo e proattivo con il Pd nella convinzione che lo stesso potesse maturare quell’approdo al socialismo che Turati aveva profetizzato nel 1921".

"Il Pd è diventato “socialista” in Europa e resta, ancor oggi, “democratico” solo in Italia. Preferisce accasare personalità veterosocialiste nella propria organizzazione e ricordare spesso Matteotti piuttosto che affermare il proprio approdo anche in Italia nella famiglia del socialismo - sottolinea Nonnato - Forse tale scelta può sembrare autocritica, quasi come fare i conti con la storia. Forse può trattarsi solo di nostalgismo”.

Pensando alla provincia di Rovigo Nonnato evidendia come "il clima non cambia e l’autosufficienza del Pd, oltre all’atteggiamento divisivo ed all’assenza di aperture al confronto, non consentono l’avvio di un percorso che possa puntare ad una maggiore omogeneità del centrosinistra in chiave riformista. Congelato resta il desiderio di ricostruzione di un quadro più dialogante ed omogeneo che operi per una aggregazione organica di centrosinistra propositiva, moderata e vincente. Si preferisce la logica del propagandismo, del trasversalismo e lo sfogo ad iniziative caratterizzate da risentimento e da occupazione del potere".

Senza citare direttamente Italia Viva di Matteo Renzi, che potrebbe essere addirittura la guida di questo nuovo soggetto politico dei riformisti, Nonnato si concentra sul fenomeno del momento: i cosiddetti civici. "Così trovano motivo una galassia di liste civiche, spesso addirittura antagoniste e si perdono le elezioni amministrative. Credo che di errori, ormai, se ne siano prodotti fin troppi - conclude Nonnato - e che sia assolutamente necessario puntare ad una visione aggregante per la costruzione di una coalizione moderata che abbia come comune denominatore la miglior cultura del Riformismo. Per fare ciò non è sufficiente il chiacchericcio e le minacce. Ancor meno le polemiche. E’ necessario un tavolo di lavoro comune che tenga conto dei problemi del lavoro, del sociale, della lotta alle disuguaglianze che punti in modo determinante e sinergico ad un contesto di nuove e più ampie solidarietà. Restare fonte di liste civiche non diventerà un gran merito.
Articolo di Venerdì 15 Ottobre 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it