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SANITA’ PROVINCIA DI ROVIGO

Primo successo dei Sindacati, ma il problema non sono i soldi [VIDEO]

8.500 ore di straordinari verranno pagate dall'Ulss 5 Polesana ai medici. Agitazione congelata e spettro riduzione dei servizi per il futuro

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ROVIGO - Una vertenza che nasce da lontano, che si è peggiorata in maniera drammatica nel 2020 in periodo di emergenza Covid-19, lamentata dai sindacati in prefettura a Rovigo per l'aumento di straordinari a cui i medici della dirigenza dell'Ulss 5 Polesana sono stati interessati (LEGGI ARTICOLO).



Davide Benazzo riporta numeri che vanno dalle 250 ore annue extra contratto di lavoro, non retribuite, fino a picchi da 1200 ore per singolo dirigente medico. Con lui a Rovigo Piero Di Pasquale per Aaroi Emac, Francesco Chiavilli di Cimo-Fesmed, Nicoletta Santi di Polo Anao, Giorgio Faccioli per la dirigenza di Uil, Michele Zaghi per Fvm e Cristiano Pavarin per la Uil.

La delegazione ha rappresentato al prefetto come la questione sia di natura tecnico organizzativa, che meriterebbe l'apertura di un tavolo con l'azienda Ulss 5 Polesana per discutere di personale, piuttosto che rivendicare l'applicazione del contratto di lavoro per il pagamento degli straordinari, ma le aperture non ci sono state verso un tema già portato all'attenzione della direzione Ulss 5 Polesana anche negli anni scorsi.

Riconoscendo come la pandemia abbia amplificato la situazione, portando gli straordinari ad oltre 101.000 ore, l'Ulss 5 Polesana ha dimostrato la disponibilità a riconoscere 8.500 ore complessive ai medici, rispetto alla prima ipotesi da 1.750 ore che ha innescato l'agitazione.

I sindacati hanno ribadito come il problema non sia tecnico, ma strutturale, in quanto i medici "non ce la fanno più" e, se la risposta di salute bisogna offrirla, con questi carichi di lavoro per i singoli non potrà essere la stessa in futuro.

Se non verranno trovate soluzioni, molto probabilmente, bisognerà ricalibrare i servizi offerti sulla forza lavoro presente nell'Ulss 5 Polesana, cercando di preservare la qualità del servizio offerto, ma che sarà, inevitabilmente, quantitativamente inferiore. "Non si può fare altro" affermano i sindacalisti che hanno mantenuto congelata l'agitazione dei medici per una quindicina di giorni in attesa che si apra un tavolo di confronto con la politica locale e regionale per discutere della rimodulazione dei servizi sanitari offerti.
Articolo di Venerdì 15 Ottobre 2021

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