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EVENTO

Presentato il libro che ripercorre una stagione politica irripetibile

Storia di un decennio (1994-2004), a Badia Polesine (Rovigo) presentato il volume che ripercorre lo sviluppo di una piccola-media imprenditoria, della politica dei primi anni 90’, e le sfide di un territorio

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Il libro “Storia di un decennio (1994-2004)”, annunciato il 7 ottobre scorso all’emporio Borsari da Giulio Casarotto, è stato presentato ufficialmente al cinema Politeama di Badia Polesine ad una platea in cui prevalevano le teste grigie o diradate di reduci o semplici testimoni di quegli anni, che il prefatore Alberto Ferrari ha voluto definire “formidabili”.

A moderare l’incontro, il giornalista badiese Cristiano Bendin, che ha stuzzicato i coautori attraverso rimembranze personali attinenti a quella irripetibile stagione, nella quale Badia diventò un laboratorio politico di dialogo e di efficienza programmatoria.

Scritto a quattro mani da Edo Boldrin e Giulio Casarotto, il libro racchiude in 167 le memorie vissute in prima persona dagli autori, senza alcuna pretesa storiografica.   

Tuttavia, alcune scelte di quella stagione hanno impegnato le amministrazioni successive di Badia, fino ad oggi (è il caso degli impianti sportivi di via Martiri Villamarzana). Tutto questo accadeva in un conteso politico generato da tangentopoli, in cui implodevano i partiti storici e il crollo della Prima Repubblica favoriva il fiorire di esperienze civiche.

In quei primi anni novanta, Badia assisteva allo sviluppo di una piccola-media imprenditoria che, guidata con intelligenza laboriosa, dava lavoro a centinaia di persone, in un tessuto sociale stabilmente assestato sui 10mila abitanti. Questo, con l’apertura della SS 434 “Transpolesana” destinata a condizionare il futuro prossimo, favorì l’evolversi di un contesto strategico che poneva la città come centro di un polo di servizi, inducendo il Comune ad individuare, proprio a ridosso di quell’arteria, una prima significativa Area P.I.P. (Per Interessi Produttivi), seguita da alcuni ampliamenti. A Badia furono assegnati anche un Centro Direzionale INPS, un Centro per l’Impiego, l’Ufficio registro, l’Agenzia delle Entrate.

Anche il contesto educativo-culturale ne beneficiò e, grazie all’intraprendenza del preside Fausto Merchiori che rilanciò il vecchio ITF Einaudi, si arrivò ad oltre mille studenti, cui si aggiungevano gli oltre 200 dell’IPSIA Enzo Bari. Un discorso a parte, ma subito dall’alto con l’istituzione delle ULSS, ha riguardato il declino dell’Ospedale.

In quella fase di smarrimento politico “…forse per una svista parlamentare” fu partorita una riforma epocale: l’elezione diretta dei sindaci. Fu così che in quella “terra di nessuno” a Badia, per la prima volta, si organizzarono le forze di una società civile cresciuta all’ombra del campanile, senza il paracadute dei partiti.

Erano perlopiù giovani contagiati dall’innegabile dinamismo di don Giuliano, un pretino “in odore di sinistra” che, sul finire degli anni ottanta, aveva portato al “Centro Giovanile Papa Luciani” politici e politologi di levatura nazionale. In quell’humus culturale con simpatie progressiste però aperte al contributo di esponenti di altro orientamento, crebbe una generazione animata da un genuino rinnovato interesse per la partecipazione alla vita cittadina, come dimostrò la straordinaria affluenza alle urne che nel 1995 sfiorò il 90%.

Sul finire del 1994 dunque nacque il gruppo “Insieme per Badia”, presto rinominato “La Margherita Badiese” guidata dall’imprenditore Giulio Casarotto, molto attivo nel volontariato sociale e sportivo, che contribuì a portare Edo Boldrin all’elezione plebiscitaria del 1995.

Inevitabilmente nel libro sono rivendicati i meriti progettati o realizzati in quell’esperienza, dalla riqualificazione della millenaria Abbazia, al parco Munari, alle aree P.I.P., alla nuova impiantistica sportiva, alla raccolta differenziata dei rifiuti, fino al progettato prolungamento della Valdastico sud ma anche della consapevolezza che, col ricompattarsi dei nuovi partiti e la non rieleggibilità di Boldrin, nel 2004 si chiudeva il ciclo irripetibile dell’esperienza civica della città.

Invero già dopo lo psicodramma del 13 maggio 1999 in cui, a meno di 48 ore dalla presentazione delle liste Giorgio Cicogna sparigliò le carte facendo saltare la ricandidatura di Paolo Meneghin, nonostante la rielezione di  Edo col 46,96% dei consensi, il clima stava cambiando. Insomma, è un libro tutto da leggere per capire molti aspetti della politica locale. È reperibile nelle edicole di Badia al costo di 15 euro.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 16 Ottobre 2021

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