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MORTI BIANCHE

In Consiglio regionale la mozione di Simona Bisaglia per sanare le ingiustizie delle rendite ai superstiti delle vittime del lavoro

Perdere un familiare per un incidente sul lavoro è un dramma per chi rimane e benchè produca una sorta di pensione per la famiglia questa viene conteggiata in maniera diversa. La consigliera regionale della provincia di Rovigo chiede equità

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VENEZIA - “Vittime del lavoro: le rendite ai superstiti non siano conteggiate ai fini Isee e siano rivalutate al 60%” come per la reversibilità delle pensioni. Si intitola così la mozione depositata in Consiglio regionale da Simona Bisaglia, del gruppo Zaia Presidente, un tema molto caro all’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil), nata nel 1943 da un gruppo di lavoratori infortunati, per tutelare e rappresentare le vittime di infortuni sul lavoro, delle vedove e degli orfani dei caduti. Martedì mattina i rappresentanti dell’associazione saranno proprio a Palazzo ferro Fini, sede del Consiglio regionale, per un incontro istituzionale con i presidenti dei gruppi consiliari. Bisaglia si è fatta portavoce dell'associazione a Venezia dopo la partecipazione alla giornata di sensibilizzazione di Rovigo di domenica scorsa (LEGGI ARTICOLO).

 “I dati sugli infortuni e sulle malattie professionali diffusi dall’Inail – spiega Bisaglia - parlano di un fenomeno estremamente grave e addirittura in crescita, basti pensare agli ultimi gravi episodi di questi mesi. Il bilancio infortunistico da inizio 2021 è allarmante. Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato in tutti i settori produttivi”.

Un aumento del 6,9%, si legge nella mozione, nella gestione assicurativa Industria e servizi (dai 279.792 casi del 2020 ai 299.147 del 2021), del 3,6% in Agricoltura (da 17.164 a 17.786) e del 29,2% nel Conto Stato (da 25.176 a 32.516). Diminuiscono invece nei settori dell'Amministrazione pubblica (-6,5%) e della Sanità e assistenza sociale: quest'ultima si distingue ancora per la numerosità degli eventi (oltre 27mila denunce da gennaio ad agosto), ma presenta una riduzione del 31,9% rispetto ai 40mila infortuni dello stesso periodo del 2020.

“Nel 2021 – riprende la consigliera - sono aumentati gli infortuni in itinere, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro: da 38mila casi nel 2020 si sale oggi a 45.821 (+20,6%). Sul dato ha sicuramente avuto un'influenza il ricorso allo smart working durante lo scorso anno. L'aumento maggiore si registra nel periodo da marzo ad agosto 2021, con il 59% degli infortuni in più”.

E’ necessario provvedere – aggiunge Bisaglia - ad una revisione complessiva del Testo Unico in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, datata ancora 1965. Per le famiglie delle vittime di infortuni e malattie professionali che hanno come conseguenza, purtroppo, la morte del lavoratore, in caso di incidente mortale viene costituita una rendita in favore dei superstiti. Ma non si comprende perché in favore del coniuge superstite debba essere erogata una quota del 50% del dovuto mentre per la reversibilità Inps tale quota ammonta al 60%; ulteriore situazione critica è quando la rendita ai superstiti Inail debba essere conteggiata nel reddito rilevante ai fini Isee”.

Per tutti questi motivi, la mozione impegna la giunta regionale a farsi portavoce al Governo affinché le rendite in favore dei superstiti siano rivalutate al 60% come già avviene per le pensioni di reversibilità Inps, e che la rendita ai superstiti Inail non sia conteggiata nel reddito rilevante ai fini Isee.
Articolo di Sabato 16 Ottobre 2021

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