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Le straordinarie sculture in legno del maestro Adolf Vallazza alla Cittadella della cultura 

A Lendinara (Rovigo) c’era anche Adolf Vallazza, che a 97 anni ancora lavora, per spiegare le sue opere

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LENDINARA (Rovigo) –  Muoversi fra i Totem, i personaggi fantastici, i menhir e i mitici troni di Adolf Vallazza (classe 1924) negli spazi espositivi della Cittadella della cultura è di per sé un’esperienza da ricordare, poterlo fare in compagnia del Maestro diventa un’emozione da raccontare.

All’inaugurazione dell’importante esposizione preceduta, al teatro Ballarin, dalla presentazione del volume “Vallazza, Berengo Gardin, Marchiori”, c’era il viceprefetto Rosa Correale con le autorità civili e militari. Il sindaco Luigi Viaro ha espresso gratitudine a tutti quelli che hanno reso possibile questo straordinario evento arricchito dalla presenza del Maestro. Il Sindaco ha ricordato come lo straordinario connubio evidenziato nel libro tra scultura, fotografia e critica d’arte si materializzò con l’uscita nel 1974 di una monografia intitolata “I legni di Vallazza”, frutto dell’amicizia maturata fra lo scultore ligneo gardenese, il fotografo Berengo Gardin ed il critico d’arte lendinarese Giuseppe Marchiori che contribuì a farlo conoscere. Oggi il suo nuovo showroom a Ortisei è meta di ammiratori, critici e curatori da tutto il mondo.

Presente al tavolo Bepi Pellegrinon, “la memoria storica delle Dolomiti”, che ha contribuito alla realizzazione della mostra.

Poche le parole di Adolf Vallazza, che a 97 anni ancora lavora (a novanta si è dedicato alla realizzazione di un totem alto 12 metri), per spiegare che le sue opere nascono quasi sempre da un’idea stilizzata a matita su un foglio, seguito da un disegno a colori sufficientemente definito, poi da un dipinto vero e infine c’è la scelta del legno, il materiale che lo affascina più degli altri: “Perché il legno ha vissuto, ha un passato, visibile nelle linee dei suoi cerchi e nei colori imposti dal sole e dal gelo”.

Il libro, riccamente illustrato, è curato dal direttore della Cittadella Nicola Gasparetto e contiene molte informazioni sul grande artista al quale l’indimenticato Tonino Guerra dedicò una poesia nel 2000. Il pregevole libro si chiude con alcune foto “inedite” di Gianni Berengo Gardin.

Nell’osservare le opere esposte di Adolf non è facile coglierne il significato metamorfico anche per la tendenza visionaria e surreale che le ispira. Ciò che però colpisce chi ha ancora la fortuna di avvicinarlo è il suo volto iconico, rigoroso e severo dal quale, di quando in quando, promana la luce di un luminoso sorriso.

La mostra, allestita dal team di lavoro sostenuto dall’assessore alla Cultura Francesca Zeggio, rimarrà aperta fino al 29 gennaio 2022 proponendo una selezione delle opere di Vallazza (dal 1973 al 2013), la serie completa delle foto pubblicate nella monografia e una raccolta di suoi bozzetti preparatori.

L’esposizione è visitabile nei giorni di apertura della biblioteca, dal martedì al venerdì al mattino dalle 9.30 alle 13 al pomeriggio dalle 15 alle 18 mentre il sabato dalle 9 alle 13. Per prenotare visite di gruppo o richiedere l’apertura in orari diversi è possibile inviare una mail a iat@comune.lendinara.ro.it

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 18 Ottobre 2021

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