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POLITICA ADRIA

Adria, memoria e antifascismo: un atto di coraggio la revoca della cittadinanza a Mussolini, secondo Articolo Uno

Il Comune di Adria ha concesso la cittadinanza onoraria a una figura storica dell'antifascismo polesano, Giacomo Matteotti, revocandola a Benito Mussolini

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ROVIGO - "Quanto poco onore in quella "lontana" cittadinanza e quanto coraggio metterla in discussione" afferma Articolo Uno Polesine in merito alla revoca da parte del Comune di Adria della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini in favore di quella concessa a Giacomo Matteotti.

La cittadinanza onoraria era stata conferita a Mussolini da molte città italiane il 22 maggio del 1924, anniversario della prima guerra mondiale e data di insediamento del nuovo parlamento eletto con la legge Acerbo a garanzia di una solida maggioranza parlamentare fascista dopo elezioni avvenute, secondo gli storici, in un clima di intimidazioni e brogli.

"Chiaramente allora fu una decisione politica, di asservimento a una ideologia che ha portato alla distruzione la nostra Italia, alla guerra civile, alla sofferenza di milioni di Italiani e di cittadini Europei e del mondo - ricordano da Articolo Uno Polesine - L’amministrazione del Comune di Adria ha deciso di revocarla (LEGGI ARTICOLO) e anche questo è un atto politico di grande rilevanza che ha il sapore dell’antifascismo, attuato in un momento particolarmente delicato della nostra storia in cui, come in un brutto sogno, stanno riemergendo spinte eversive dell’estrema destra in forme anche violente".

La formazione politica di Articolo Uno Polesine sostiene che gli atti simbolici hanno un valore molto importante e la scelta dell’amministrazione di Adria ne porta tutti i significati, anche e soprattutto per la decisione, in contrapposizione alla revoca, della concessione a Giacomo Matteotti di tale riconoscimento.

"E’ anche un atto di coraggio e lo vediamo dalle polemiche emerse in conseguenza di questa decisione, che denotano uno smarrimento della memoria, derubricando ad azioni di facciata o demagogiche scelte che invece crediamo maturate nella consapevolezza del grande pericolo che stiamo attraversando.

Come sarebbe altrettanto importante avere il coraggio, in qualità di istituzioni di questa nostra Repubblica, fondata su una Costituzione antifascista, di non concedere a formazioni politiche autoproclamatesi di matrice neo fascista, la possibilità di manifestare nella piazza che porta il nome del più noto martire della libertà polesano, appunto l’antifascista Giacomo Matteotti, luogo di cui dovremmo prenderci cura, proteggerlo da irrispettose ed inquietanti presenze".

Articolo Uno Polesine sostiene quindi la scelta dell’amministrazione di Adria e ringrazia il sindaco Omar Barbierato per la decisione assunta. Chiede alle istituzioni polesane, questura, comuni, prefettura, "di proteggere la nostra Costituzione dimostrando maggiore attenzione nel non considerare una piazza o una via intitolata ad antifascisti luoghi adatti per manifestazioni o presidi di organizzazioni che si rifanno a quella triste e vergognosa fase politica e storica.

Non sono tanti i Comuni che hanno deciso per la sua revoca - conclude Articolo Uno Polesine - nonostante sia storicamente chiarissimo che poco onorevoli sono state le azioni conseguenti alle decisioni di Mussolini capo del regime".
Articolo di Giovedì 21 Ottobre 2021

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