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LEZIONE FEMMIINICIDIO

Isolina: un femminicidio dimenticato

Ritornano le lezioni all'università popolare di Rosolina (Rovigo) con Luciana Passarella in cattedra per spiegare un saggio sul femminicidio

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ROSOLINA (Rovigo) - Dopo la forzata pausa del 2020 dovuta al perdurare della pandemia da Covid-19, finalmente quest’anno sono state riprese le lezioni in presenza anche nelle varie sedi dell’Università Popolare della provincia di Rovigo.

A tal proposito ieri, 20 ottobre si è tenuto a Rosolina, un interessante incontro con la dott.ssa Luciana Passarella, dal titolo “ Isolina,” tratto dal saggio omonimo di Dacia Maraini.

Il tema era quello del femminicidio e, afferma la docente, ormai non occorre più attendere l’otto marzo per affrontare, per sottolineare questa tragica situazione che, visti i numeri riportati dai diversi canali di informazione, ha assunto le sembianze di una piaga sociale; basti pensare, infatti, che a tutt’oggi si contano più di 60 femminicidi.

La storia presa in esame, a dir poco macabra, avvenne agli inizi del secolo scorso esattamente all’inizio di gennaio del 1900 a Verona e, malauguratamente,nonostante sia trascorso più di un secolo, da allora nulla è cambiato nei confronti della condizione della donna. La cronaca di allora è simile alla cronaca odierna.

Si è dato lettura della descrizione del ritrovamento di sospetti involti da parte di alcune lavandaie affaccendate a fare il bucato nelle fredde acque dell’Adige in un’ altrettanto gelida mattina di gennaio, sacchi che contenevano pezzi di carne. Inizialmente scambiati per “ carne per frodar il dazio” ma rivelatisi immediatamente come carne umana, pezzi di un corpo squartato da mano esperta appartenenti ad una giovane donna, successivamente identificata con il nome di Isolina.

Luciana Passarella ha coinvolto emotivamente i presenti fino al termine della presentazione, narrando della tragica fine di questa ragazza appena ventenne colpevole di essersi innamorata e di aver ceduto alle lusinghe di un giovane tenente degli alpini, fino a rimanerne incinta.

All’epoca dei fatti l’avvenimento suscitò una vera bufera mediatica, tutti i giornali ne hanno parlato e ne era scaturito un nebuloso processo ma, ciò che veramente fa male, prosegue nel suo narrare Luciana Passarella, è che quando Dacia Maraini ha voluto scavare, negli anni ottanta, nei pubblici archivi per trovare carte, verbali, testimonianze che facessero chiarezza sull’efferato assassinio, ha incontrato tanta diffidenza, omertà, silenzio. Di Isolina nessuno voleva più parlarne, un femminicidio da dimenticare. La motivazione era quella che non si poteva coinvolgere e disonorare il Corpo degli Alpini cui apparteneva il tenente, su cui erano da subito caduti i sospetti di esserne l’omicida.

Dacia Maraini scrive : “L’uomo è legalmente cacciatore, la donna che non si sposa prima di concedersi, nella Verona del 1900 non ha diritto a nulla. Per tutta la vicenda corre la convinzione che se una donna viene fatta a pezzi è perché se l’è cercata”.

A conclusione dell’incontro e a commento di queste forti e dolorose parole, sono state proiettate una serie di foto scattate da Gabriele Trevisan, vincitore di importanti riconoscimenti, ed esposte con correlazione da Simonetta Rovere, docente di danza nel centro “ Teatro danza corrente” di Lendinara. Senza dubbio un pomeriggio intenso, trascorso con persone molto attente, incuriosite e interessate alla “lezione”, come del resto lo sono sempre i numerosi iscritti alla sede di Rosolina, grazie al loro responsabile il prof. Silvano Baldo.
Articolo di Venerdì 22 Ottobre 2021

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