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SERVIZI

Conti in rosso alla Casa Albergo e nubi sul futuro

L’accusa, non tanto velata, della numero uno della Casa Albergo di Lendinara (Rovigo), Tosca Sambinello, è rivolta all’inerzia regionale che da vent’anni promette una riforma mai partorita

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LENDINARA (Rovigo) - È una Tosca Sambinello sconsolata quella che esprime frustrazione per una situazione a suo dire drammatica per la Casa albergo per anziani. “Paghiamo certamente i costi sostenuti per i duri mesi invernali della pandemia Covid-19 ma, anche, le conseguenze della più volte promessa, auspicata e mai attuata riforma delle Ipab”, sostiene la presidente. L’accusa, non tanto velata, della numero uno della Casa Albergo è rivolta all’inerzia regionale che da vent’anni promette una riforma mai partorita.

“La riforma delle Ipab non è più rinviabile - sostiene la Sambinello -, tanto più che il Veneto è rimasto l’unico inadempiente e non si capisce il perché”. Secondo la presidente, che fa parte del consiglio dell’Uripa (Unione Regionale Istituzioni Pubbliche Assistenza) per dare una svolta “…basterebbe che le Ipab fossero messe nelle stesse condizioni delle nuove strutture che stanno aprendo con vocazione commerciale, con oneri previdenziali più favorevoli e un contratto unico per evitare le fughe di massa dei dipendenti”.

Invece, è stato reintrodotto lo strumento del fondo di rotazione per gli immobili (si parla di 10milioni di euro per il 2021) ma, benché benvenuto “…è una goccia nel mare magnum” e non risolve il vero problema del quale si dibatte da anni cioè l’Irap, definita dalla Sambinello “…una tassa occulta per i familiari”. In definitiva, sempre secondo la presidente Sambinello, la politica regionale da troppo tempo si rifugia nelle promesse ma non affronta i problemi noti del settore, senza contare che fra qualche tempo i figli del baby boom degli anni del dopoguerra diventeranno gli ospiti di un sistema che così com’è non regge.

Oltre ai problemi immediati di bilancio, che quest'anno registra un ammanco stimato di circa 400mila euro, anche a causa del risibile ristoro (circa 12mila euro) sui costi pandemici sostenuti, sul pessimismo della prseidente influiscono altri fattori contingenti, primo fra tutti la carenza di infermieri in fuga verso l’Ulss, ma anche di medici e operatori sociosanitari, senza contare che l’aumento recente delle impegnative di residenzialità non colmerà i mancati introiti del blocco del turnover registrato lo scorso inverno. Sul fronte dei servizi pesano le dimissioni di una dozzina di lavoratori, mentre dei cinque medici operanti in struttura, tre hanno lasciato per lavorare altrove. Effettivamente la struttura sta provando a rimediare emanando un avviso pubblico per formare un elenco di medici disponibili a lavorarvi ma, per quanto riguarda gli altri dipendenti fintantoché persiste una disparità retributiva con altri contratti del settore, sarà difficile fidelizzare il personale tentato dalla fuga verso le migliori condizioni offerte dall’Ulss.

Nel 2021 il Consiglio di amministrazione non ha aumentato le rette per non soffocare le famiglie dei residenti, ma la coperta è corta e la situazione sta precipitando e l’unico vero aiuto ricevuto dall'Amministrazione comunale di 92mila euro, evidentemente non basta se dalla Regione arrivano solo briciole.

Sollecitata a dire se intravveda una via d’uscita, Tosca Sambinello scorata risponde secca: “No, al momento non vedo la luce in fondo al tunnel, anzi pavento il collasso delle Ipab ed un gioco al massacro in cui la concorrenza non sarà più sulla qualità dei servizi, ma sui costi e il proliferare di nuove strutture autorizzate non farà che peggiorare la situazione”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 22 Ottobre 2021

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