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AMBIENTE E RINNOVABILI

Secondo Zanoni e Bigon del Pd in Consiglio regionale Veneto la corsa al fotovoltaico in campagna sarebbe follia

I due consiglieri del Partito democratico allineati sulle posizioni Coldiretti e Lega contro la realizzazione di energia elettrica fa fotovoltaico a zero emissioni di Co2 sui terreni agricoli

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VENEZIA - Dopo aver gettato al macero la proposta di legge regionale n.41 per i problemi di costituzionalità e distante anni luce dalle direttive comunitarie e nazionali in materia di rinnovabili, la Regione del Veneto è al lavoro con un nuovo progetto di legge, il n. 97, che, dopo aver ricordato in premessa tutte le buone pratiche per la produzione di energia elettrica da rinnovabili, in maniera zero emissiva, salvaguardando le colture sottostanti i pannelli, ne blocca in maniera quasi definitiva la realizzazione, volendola confinare "solo" su 1/20 della superficie del fondo agricolo su cui insiste l'impianto.

I consiglieri Pd in Regione Veneto Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, ben consapevoli che la Legge 97 bloccherà tutti i futuri impianti agro fotovoltaici interessanti per la collettività, non per il singolo imprenditore agricolo, spingono sull'acceleratore dell'iter legislativo facendo proprie le argomentazioni di Coldiretti, arrivando a definire folle la corsa, al momento insufficiente ed in ritardo, di cercare di fare qualcosa di buono per l'ambiente. Il Pnrr la definisce necessaria ed indifferibile, i due consiglieri Pd, invece, folle, prendendosela con la commissione Via regionale che, a loro dire, autorizza troppi impianti.

La legge per limitare il fotovoltaico su suolo agricolo rischia di arrivare fuori tempo massimo: nelle ultime due settimane la Giunta ha dato il via libera alla costruzione di due nuovi impianti dopo averne approvati altrettanti a inizio mese, sempre facenti capo alla stessa azienda. È innegabile che questo sta diventando un business speculativo, mascherato dalla necessità di produrre energia pulita, grazie anche all’inerzia della Regione”. *Così Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, consiglieri regionali PD, intervengono sul boom di pannelli solari ‘a terra’ in Veneto, dopo la doppia autorizzazione a Merlara e Anguillara nel Padovano, che fa seguito a quelle di inizio ottobre per Salara, in Polesine e Casier, nella Marca.

Richieste presentate tutte dalla stessa azienda, che sta attendendo l’esito della Via per ulteriori tre impianti, tutti nel rodigino: due a Villanoba del Ghebbo e l’altro a Canda. Si tratta di un’impresa costituita da poco più di un anno e che evidentemente ha fiutato l’affare vista l’assenza di una normativa adeguata, dando un’ulteriore accelerata prima dell’approvazione della legge, il cui iter è appena iniziato in Commissione. Tuttavia - sottolineano - per ridurre i danni e salvaguardare la poca campagna ancora rimasta, sarebbe sufficiente seguire quanto previsto dal Ptrc, approvato poco più di un anno fa. Gli articoli 31 e 32, infatti, indica come prioritarie per l’installazione di questi impianti le aree degradate come cave, siti industriali e discariche, di cui in Veneto c’è abbondanza”.
Articolo di Mercoledì 27 Ottobre 2021

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