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ELEZIONI PROVINCIA DI ROVIGO

Il listone unico per la Provincia appare ancora la soluzione più probabile

Manovre in corso per la presidenza post Ivan Dall’Ara e per il rinnovo del consiglio provinciale: 10 posti per 5 schieramenti. Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito democratico, Civici cercano l’intesa

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ROVIGO - In vista della scelta del nuovo presidente che dal 18 dicembre dovrà guidare palazzo Celio, s’infittiscono i summit serali e la ricerca di convergenze, tanto più che c’è meno di una settimana di tempo per definire le candidature.
Tutti gli interpellati sono abbottonati in un riserbo strategico, della serie “manovre in corso, non disturbate il macchinista”. Tutti auspicano il “listone unico” stile pentapartito, come elemento di convergenza in nome del bene del territorio ma, “…a quel che si dice”, e non sono congetture giornalistiche, al momento ci sarebbero le segreterie di centro-destra che si muovono per spingere il proprio beniamino.

In particolare Forza Italia spinge i sindaci sul nome di Luigi Viaro che però non piacerebbe ai sindaci vicini alla Lega. La Lega a sua volta vorrebbe far valere i rapporti di forza esistenti o, tuttalpiù sarebbe disponibile ad un nome che non fosse espressione di un partito in particolare, spingendo per Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta che “ufficialmente” non è iscritto alla Lega, quindi papabile per un eventuale raggruppamento con i civici. Il sindaco di Stienta, a sua volta sarebbe osteggiato dai non allineati all’ex Carroccio perché, pur senza tessera, Ferrarese è ritenuto troppo vicino alla Lega. Come dire che sarebbe un presidente leghista sotto mentite spoglie. Ecco perché hanno quindi preso quota i nomi di Giovanni Rossi e Lucia Ghiotti e, di converso, Forza Italia rilancia un moderato, di Italia Viva, Leonardo Raito, primo cittadino di Polesella vicino anche al Pd. Su questi nomi si sono gestiti incontri e summit fra sindaci e leader di partito per cercare una convergenza dopo che il nome di Roberto Pizzoli, sindaco leghista con una prospettiva temporale da primo cittadino più breve rispetto al mandato da presidente della Provincia, sembra essere stato accantonato.

Sarà un consiglio provinciale fatto tutto da sindaci, per rilanciare l’immagine della Provincia, si auspica, lasciando quindi “fuori” gli assessori o i consiglieri delle singole amministrazioni comunali.

Giovedì prossimo ci sarà un’altra riunione, ma i bene informati ritengono che non sarà decisiva, perché troppe sono ancora le distanze fra gli schieramenti in merito della divisione dei consiglieri, in questo spirito del “vogliamoci tutti bene senza litigare”. Inoltre, per quel che riguarda il centro-destra aleggiano i fondati sospetti che ci siano già accordi d’intesa fra Pd-Forza Italia, un’ipotesi vista come il fumo negli occhi da Lega e soprattutto FdI da sempre contrari ad un accordo con il centrosinistra. La costellazione dei Civici appare poi spaesata in quanto gli eventuali due consiglieri sarebbero da dividere tra il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo e quello di Adria Omar Barbierato, lasciando quindi fuori nomi come Aldo D’Achille o Gilberto Desiati che difficilmente potrebbero “rubare” un consigliere al Pd.

La partita quindi sembra complicata ed inoltre, “Mettere insieme cinquanta teste” (tanti quanti sono i comuni), come ha rilevato il sindaco di Badia Giovanni Rossi è davvero difficile e qualora prevalessero impunture ideologiche la sintesi, a quel punto, potrebbe non trovarsi.
In quel caso Lega e Fratelli d’Italia potrebbero stringere un accordo per una seconda lista e provare a mettere fuori gioco Forza Italia, Pd e sindaci cosiddetti Civici, ma non è neppure escluso che Lega e Civici possano tentare il colpaccio, che sarebbe anche più facile visto il peso dei voti di Rovigo ed Adria ed il numero di amministratori della Lega chiamati al voto per il rinnovo della Provincia.

A detta degli intervistati alla fine, fra malumori e compromessi, il listone si farà, per una questione d’immagine e perché così nessuno rischierà di perdere.
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Martedì 2 Novembre 2021

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