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No Green Pass: assenza ingiustificata del lavoratore anche se in malattia dopo il 15 ottobre

L'avvocato del foro di Rovigo approfondisce il tema dell'assenza dal luogo di lavoro del dipendente per la mancanza di certificato vaccinale o per l'assenza di tampone negativo al Covid-19

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Care lettrici e cari lettori,
questa settimana voglio cercare di fare un po’ di chiarezza con voi su quelle che possono essere le conseguenze per il lavoratore che non sia provvisto di green pass e venga quindi qualificato come assente ingiustificato sul luogo di lavoro.

Come ben sappiamo, l’art. 9 septies del D.L. 52/2021 prevede che i lavoratori che comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o che risultino privi di green pass al momento dell'accesso al luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fermo restando che per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
Il lavoratore assente ingiustificato, dunque, vedrà sospeso lo stipendio, così come i contributi assistenziali e previdenziali collegati alla retribuzione stessa.

Ma non finisce qui.
Allo stesso modo, anche la maturazione del TFR viene sospesa per lo stesso periodo così come i giorni di assenza ingiustificata non rileveranno ai fini del calcolo delle quote degli Assegni al nucleo familiare, delle detrazioni e del trattamento integrativo.
Il periodo di assenza ingiustificata, inoltre, non rientra nei calcoli per la maturazione delle ferie, dei permessi, dei permessi legge 104, e neppure per l'anzianità di servizio.
In altre parole, è come se il lavoratore e i suoi diritti venissero “cancellati” dall’azienda per tutto il periodo relativo alla mancanza di green pass, residuando soltanto il diritto del lavoratore a mantenere il proprio posto di lavoro.
Ne consegue che i dubbi dei lavoratori siano tantissimi, anche con riguardo a casi particolari quali la sopravvenuta malattia o l’astensione per maternità che dovessero sopravvenire proprio durante il periodo di assenza ingiustificata: come vengono considerati questi periodi?

Che diritti ha il dipendente?
Per quanto concerne l’ipotesi della malattia dobbiamo distinguere due casi:
  1. Se il dipendente è in malattia dal 15 ottobre o dai giorni precedenti e presenta un certificato medico con prognosi successiva a tale data, lo stesso conserva il diritto al trattamento economico di malattia anche se non ha esibito il green pass.
  2. Se, invece, il dipendente sprovvisto di green pass e qualificato come assente ingiustificato, presenti poi un certificato di malattia, allora a prevalere sarà lo status di assente ingiustificato fino a quando non esibirà il green pass e pertanto non gli spetterà alcuna indennità di malattia.
Ciò dipende dal fatto che, in questo caso, la malattia, pur comprovata da certificato medico, è insorta dopo che è stata accertata l’impossibilità di accedere al luogo di lavoro, per cui lo status di assente ingiustificato non viene modificato.
Per poter beneficiare delle tutele previste in caso di malattia, dunque, il lavoratore dovrà prima di tutto munirsi di green pass, esibirlo all’azienda che lo aveva sospeso e, solo successivamente, una volta reintegrato, presentare certificazione medica se ammalato.
Particolare, inoltre, anche la disciplina per le dipendenti che vanno in maternità.
Per loro, l’assenza dal lavoro viene qualificata come maternità anche se la dipendente, prima dell’inizio del periodo di astensione obbligatoria o anticipata, era assente ingiustificata per mancanza di green pass.

Ciò vale anche per la dipendente che abbia iniziato il periodo di maternità obbligatorio prima del 15 ottobre e lo stesso si protragga oltre tale data.
L’assenza dal lavoro verrà considerata come periodo di maternità in caso di astensione obbligatoria per i due mesi precedenti il parto, astensione anticipata, ovvero se l’astensione dal lavoro è disposta dall’ASL o dall’ispettorato del lavoro a causa di attività lavorativa pericolosa, faticosa o insalubre.

Diverso, invece, il caso della dipendente che vada in maternità facoltativa dopo aver dichiarato di essere priva di green pass: in questo caso la dipendente verrà considerata come assente ingiustificata.

COSA NE PENSO IO?
Credo che privare il lavoratore dei propri diritti fondamentali al fine di incentivarlo a munirsi quanto prima di green pass sia assolutamente ingiusto.
I diritti, infatti, devono essere rispettati e garantiti, nella loro integralità, non potendo e, soprattutto, non devono essere utilizzati quali strumenti di punizione.
Quello che accade è molto triste, una sconfitta per tutti coloro che negli anni hanno lottato strenuamente per assicurare la tutela dei lavoratori.
Non ci resta che aspettare che l’INPS fornisca adeguati chiarimenti in merito e, si spera, in ottica maggiormente garantista.

Ditemi cosa ne pensate Voi, potete suggerirmi argomenti e questioni affrontare scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com o www.studiolegalefois.it.
Avv. Fulvia Fois
Articolo di Lunedì 8 Novembre 2021

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