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SICUREZZA IDRAULICA E NAVIGABILITA'

Il Psi di Rovigo al ministro Roberto Cingolani: "Giù le mani dal Po"

Dal Ministero della Transizione Ambientale la notizia di un piano per rimodulare il tratto di fiume Po da Castelmassa ad Occhiobello, in provincia di Rovigo, a beneficio dell'attivazione dell'idrovia emiliano lombarda da Ravenna a Cremona

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ROVIGO - La Federazione polesana del Partito Socialista Italiano ricorda come fra qualche giorno, il 14 novembre, ricorrerà il settantennale dell’alluvione che il 14 di novembre 1951 investì il Polesine.

"Quella sera il Po inopinatamente decise di salvare i ferraresi e annegare i polesani. Dopo giorni e giorni di una piena che non riusciva a defluire in mare l’argine imbevuto d’acqua come spugna ruppe a Paviole di Canaro. E se non avesse rotto la piena era tanto alta che avrebbe tracimato. Ora apprendiamo che, nel silenzio generale dei polesani - comunica la segreteria provinciale di Rovigo del Psi - ed in particolare dei loro rappresentanti, una deputata, un assessore regionale, due consigliere regionali, un Presidente di Provincia ed un Sindaco di Città Capoluogo, viene approvato dal Ministero della Transizione Ambientale (quello delle trivelle per intenderci) un piano per rimodellare il tratto polesano del fiume Po, da Castelmassa a Occhiobello, per permettere l’attivazione, guarda caso, della idrovia ferrarese in modo che le bettoline di V classe possano transitare dal Porto di Ravenna a Cremona e oltre.

Dell’idrovia polesana Fissero-Tartaro-Canalbianco non se ne parla e, ancora una volta, l’alleanza lombardo-emiliana prevale sulla Serenissima. In quale conto viene tenuta la sicurezza idraulica del Polesine? Rallentando le piene ed alzandone il livello gli argini non resteranno più tempo a mollo mettendone in pericolo la tenuta? Un precedente progetto, sempre dell’Aipo, agenzia dove il Veneto è rappresentato da un bellunese e non da un polesano, prevedeva, per risolvere il problema della navigabilità, delle paratie mobili, e, quindi, la possibilità di alzarle alla bisogna. Cosa diversa sono le paratie o i pennelli fissi nell’alveo previste dal nuovo progetto che una volta realizzati non si potranno più smuovere. Nessun modello matematico, pur non essendo noi degli ingegneri idraulici, può garantire quale sarà la risposta del fiume nel lungo periodo a questi interventi così strutturali.

Sarebbe opportuno, vista l’importanza e la delicatezza di tale iniziativa, che l’autorevole Ordine degli Ingegneri della nostra provincia, la prendesse in esame e ne discutesse in un pubblico convegno" conclude la sezione Ambiente provinciale di Rovigo del Partito Socialista Italiano.
Articolo di Martedì 9 Novembre 2021

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