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SVILUPPO DEL POLESINE

Seguire Rovigo in un progetto ambizioso per il territorio o continuare a progettare rotonde stradali?

Innovazione, sviluppo, transizione digitale, concetti poco conosciuti in provincia di Rovigo. Edoardo Gaffeo propone un modo alternativo di utilizzare i 10 milioni che As2 riceverà tramite l'ex Consvipo

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ROVIGO - Ci sono questioni più interessanti e più rilevanti per un concreto sviluppo del territorio del rinnovo di presidente e consiglio provinciale (LEGGI ARTICOLO) per il sindaco del capoluogo, come per esempio l'utilizzo dei 10 milioni di euro derivanti dai Patti territoriali che verranno gestiti da As2 che ha incorporato il ramo d'azienda di Consvipo.

L'ipotesi più semplice sarebbe quella di affidare la somma alla società strumentale dei Comuni per lavori pubblici, qualche chilometro di strada, qualche servizio a beneficio dei comuni soci, le solite azioni declinate alla moda del momento della transizione energetico - ecologico - digitale.


Controcorrente la proposta di Rovigo, capace, ancora una volta, di spiazzare gli amministratori del Polesine con soluzioni "diverse" che nell'immediato non entusiasmano i colleghi e da cui, forse, per l'apparente mancata condivisione, scaturisce quel senso di "isolamento" che rende la "questione Provincia" poco accattivante per il Edoardo Gaffeo.
Rovigo, tra l'altro, si trovò anche nella vicenda dello scorporo del ramo d'azienda da Consvipo ad As2 da sola, ed ora è invece il grimaldello per arrivare ai 10 milioni del riparto di quanto è avanzato per i Patti territoriali...

Piuttosto che affidare 10 milioni al pubblico, che sarebbero comunque una coperta sempre troppo corta per uno sviluppo del Polesine, Rovigo ha proposto di utilizzare il 100% affidandoli al settore privato. I fondi verrebbero quindi utilizzati per fare effetto leva per pagare in quattro anni le rate di mutui che aziende con progetti di investimento IOT, ovvero sulla Internet delle cose ed altre tecnologie di natura digitale, potrebbero far valere su un plafond da 50 milioni di euro che il settore bancario potrebbe mettere a dispisizione per l'area polesana.

L'idea sarebbe quella di ribaltare lo scenario: da 10 milioni a fondo perduto, arrivare a 50 milioni di credito, a costo 0 per i primi 4 anni (quindi con una agevolazione di start-up dell'investimento) e poi a costi di mercato. Le imprese che partecipano dovranno essere solide ed il parametro di misurazione dei risultati dovrà essere costruito sul numero di assunzioni di figure professionali.
La rivoluzione potrebbe portare alla realizzazione di robot per la misura in continuo dei parametri biologici e minerali di acqua, per l'analisi del patrimonio ittico in valle, tanto per rimanere collegati al Polesine, o tecnologia robotizzate in manifattura da esportare in tutto il Paese.

Moltiplicare pani e pesci non è certo facile, ma Rovigo sembra intenzionata a tenere duro e convincere gli altri del tavolo visto che se non se approfitta in questo momento di disponibilità del credito per progetti innovativi, probabilmente non se ne potrà beneficiare mai più.

 
Articolo di Venerdì 19 Novembre 2021

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