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IL RICORDO

Venerdì sarà celebrato il ricordo di monsignor Tarcisio Cappato

Venerdì si terrà a Stienta la celebrazione del 50° anniversario della morte di monsignor Tarcisio Cappato, cappellano e parroco della chiesa Santo Stefano Papa e martire dal 1935 al 1971

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STIENTA (Rovigo)– L’assessore Marco Franci comunica che venerdì si terrà a Stienta la celebrazione del 50° anniversario della morte di monsignor Tarcisio Cappato, cappellano e parroco della chiesa Santo Stefano Papa e martire dal 1935 al 1971. Nella sala polivalente ’P. Rovigatti’ alle 16, in collaborazione tra l’amministrazione comunale e il gruppo ’Amici e parenti di don Tarcisio’, ci sarà la presentazione della pubblicazione ’Monsignor Tarcisio Cappato nel ricordo dei suoi parrocchiani, a 50 anni dalla morte (1971 – 2021)’.

La presentazione sarà curata dal professor Michelangelo Caberletti, storico e scrittore del Polesine, e da monsignor Giordano Caberletti, uditore della Sacra Romana Rota. Al termine ci sarà una discussione con il contributo e le testimonianze di amici e persone che hanno conosciuto don Tarcisio. Ci sarà anche il sindaco Enrico Ferrarese che porterà i saluti istituzionali.

Poi, alle 17,30 nella chiesa Santo Stefano Papa e martire, si svolgerà la santa messa in ricordo del prelato. La funzione sarà concelebrata da don Giancarlo Berti e don Giordano Caberletti. Ai presenti sarà distribuita gratuitamente una copia della pubblicazione. La comunità è i invitata a partecipare a questo evento per commemorare un uomo che si è sempre speso per la propria comunità.

L’indimenticato don Tarcisio arrivò a Stienta il 29 luglio 1935, accolto da due ragazzini, Mario Bassi e Camillo Romani, che sarebbero diventati i due pilastri sui quali don Tarcisio eresse la sua catechesi formando il gruppo studenti Fuci, Scout, Azione Cattolica, anche se non volute dall’arciprete di allora, Giuseppe Marchesani. I più anziani ricordano ancora che fra i due si arrivò allo scontro verbale. Quando Marchesani fu trasferito in Seminario a Rovigo con la mansione di vicario generale, finalmente don Tarcisio nel 1940 fu nominato arciprete. Sempre inviso alla gerarchia fascista, perché accusato d’essere fiancheggiatore dei partigiani, con equilibrio e carità portò avanti il suo magistero, mettendo a volte a repentaglio la propria incolumità.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 23 Novembre 2021

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