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ROTARY

Il libro sull’alluvione del 1951 di Remo Saggioro è approdato al Rotary

In occasione del 70° anniversario della grande alluvione del 1951 il Rotary club Altopolesano, guidato da Federico Amal, ha aperto confronto sulla situazione che il Polesine ha affrontato fino ad oggi

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BADIA POLESINE (Rovigo) – In questi giorni si moltiplicano le iniziative commemorative in occasione del 70° anniversario della grande alluvione del 1951 e anche il Rotary club Altopolesano guidato da Federico Amal, non ha voluto sottrarsi all’appuntamento, invitando Remo Saggioro, da poco neo laureato in comunicazione, che ha portato alla discussione il suo libro: “L’Alluvione del Polesine nei media popolari”.

Parlare del libro è stata anche l’occasione per un confronto sulla situazione che il Polesine ha affrontato dal 1951 ad oggi e che ha visto effetti di quella alluvione propagarsi per decenni avvenire.

Remo che ha voluto affrontare la sfida dell’università in età matura, mettendosi in gioco quando, solitamente, si pensa già a quanti anni mancano per arrivare alla tanto agognata pensione ha dato una lettura originale di quell’evento portando in risalto l’aspetto mediatico su come i media dell’epoca hanno raccontato i fatti che stavano accadendo nel territorio polesano. Fu per quei tempi una ribalta nazionale ed internazionale per una delle zone più povere del nord Italia e la più in difficoltà del Veneto.

Proprio il relatore, accompagnato da Annalisa Marini in veste di intervistatrice, ha proposto diversi spunti di riflessione in base alle ricerche effettuate per la redazione della tesi di laurea che da il titolo al libro divenuto in questi giorni punto di riferimento di molti appuntamenti pubblici, come quello emozionante avvenuto domenica 14 novembre al teatro Balzan. Quello che è certo, è che quell’alluvione, con l’esodo che ne conseguì, ha segnato forse per sempre la nostra Provincia che, non a caso ancora oggi stenta subisce un declino demografico.

Fra aneddoti e di curiosità nel confronto con gli ospiti convenuti, è emerso il desiderio di far luce sulle reali dinamiche che hanno portato la rottura degli argini, da molti ricordata come un procedimento determinato da indicazioni politiche per la salvaguardia del territorio ferrarese ma mai dimostrate con atti amministrativi. Se le dinamiche non sono mai state del tutto chiarite, restano però, la consapevolezza che quella tragedia ha penalizzato lo sviluppo del territorio rodigino, frenando fino ad oggi anche la valorizzazione del potenziale turistico e naturalistico che poteva essere volano di opportunità di crescita.

Proprio sul rilancio di questa sfida che dovrà coinvolgere tutti i stakeholder polesani aprendosi anche alle opportunità esterne, si è conclusa la serata, convenendo sulla necessità di creare legami forti tra il Polesine e le nuove generazioni, per invertire il trend di abbandono ma anzi ed ancor più per attrarre imprese e sviluppo.

Alla serata, in virtù della rete che il Rotary sostiene e promuove sul territorio rodigino, ha partecipato anche Alda Marchetto, presidente del comitato biblioteca di Lendinara.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 25 Novembre 2021

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