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25 NOVEMBRE

Le donne che subiscono violenza hanno bisogno di aiuto. La Polizia di Stato c’è

Il personale della Polizia di Stato di Rovigo in campo nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, presente anche il Questore Giovanni Battista Scali. Il Prefetto Clemente Di Nuzzo: “La parola d’ordine è prevenzione”

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A sinistra il Questore Giovanni Battista Scali, nel riquadro il Prefetto Clemente Di Nuzzo

ROVIGO - Un dato su tutti: dal primo gennaio al 7 novembre, nel nostro Paese, sono state uccise 103 donne, una ogni tre giorni, di cui 87 in ambito familiare-affettivo, e 60 di loro hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Esserci sempre. Non uno slogan, ma un dato di fatto. La Polizia di Stato, come ogni anno, il 25 novembre cerca un punto di contatto, lo fa in maniera semplice, visibile, percepibile, diretta. Le donne che subiscono violenza hanno bisogno di aiuto, ma spesso non riescono a chiederlo. Una condizione difficile da affrontare, perchè spesso avviene in famiglia. La Polizia di Stato c’è, lo ha dimostrato anche al centro commerciale La Fattoria, ad accompagnare in questa giornata le donne, e gli uomini della Polizia, il Questore Giovanni Battista Scali, ed il primo dirigente Bruno Zito.

Non una presenza banale, un segnale forte alla donne polesane affinché vincano la paura, e soprattutto riconoscano i segnali, le avvisaglie di un potenziale pericolo.

Giovedì 25 dalle 9.30 alle 13.00, in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, il personale della Polizia di Stato ha promosso la campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore”. Il personale specializzato, oltre ad “ascoltare”, ha fornito informazioni sulle procedure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere, anche attraverso la distribuzione di opuscoli multilingue.

Oltre ad avere la valenza di una campagna informativa, l’iniziativa tende a creare un canale comunicativo diretto con le potenziali vittime cercando di favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere, fornendo loro una corretta informazione sulle misure di tutela esistenti.

Non è vero che la donne è indifesa, esistono degli strumenti, tra cui l’ammonimento del Questore, che possono spesso risolvere potenziali fenomeni degenerativi e violenti. Un opuscolo con storie veramente accadute testimonia la gravità del fenomeno. Ma non esiste solo il 25 Novembre, la Polizia di Stato attua incontri programmati nelle scuole o in occasione di manifestazioni ed eventi ed è sempre in prima linea con strumenti e misure efficaci per sensibilizzare l’opinione pubblica e contrastare gli atti di violenza contro le donne.

“Il dovere delle istituzioni  - ha commentato il Prefetto di Rovigo, Clemente Di Nuzzo - è quello di offrire il massimo supporto e ascolto a chi vive un dolore sommerso, a chi subisce violenze fisiche e psicologiche, ricatti e minacce di ogni genere”. “La parola d’ordine è prevenzione. È molto importante – ha aggiunto – che le donne che abbiano bisogno di aiuto e di supporto sappiano di avere una rete istituzionale e associativa a cui indirizzarsi. Quindi il messaggio da rilanciare è di rivolgersi alla rete dei servizi sociali o ai centri antiviolenza e, se si è oggetto di lesioni, molestie o di altri più gravi reati, di denunciare prontamente alle Forze di Polizia i fatti per avvalersi delle forme di tutela e di sostegno previste dalla legge. In questo senso le comunità svolgono un ruolo determinante. È importante infatti che la donna e le persone fragili si sentano protette nel contesto in cui vivono. Solo così non avrà paura di denunciare”.

Il Prefetto ha infine espresso il proprio compiacimento per l’attività svolta da tutti gli attori coinvolti nella predisposizione del “Protocollo di rete per il contrasto alla violenza contro le donne della rete territoriale antiviolenza” che a breve verrà stipulato per favorire strategie operative condivise per la realizzazione di interventi di prevenzione e contrasto ai fenomeni di violenza nei confronti delle donne.

Articolo di Giovedì 25 Novembre 2021

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