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SUPERBONUS 110%

Edilizia: i professionisti lanciano l’allarme. A rischio la realizzabilità del Superbonus 110%

Anche l'Ordine degli Architetti di Rovigo sottoscrive la lettera aperta al Governo contro il rincaro dei prezzi, la inapprovvigionabilità dei materiali e le nuove norme fiscali retroattive

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ROVIGO - Anche gli Architetti di Rovigo in prima linea con il comparto dei professionisti tecnici costituito dagli Ordini e Collegi Provinciali e dalle Federazioni del Veneto di Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti Industriali e Commercialisti che chiede unito a gran voce che il Governo si adoperi per modificare le previsioni legislative riguardanti le misure di incentivazione del  settore edile legate alla riqualificazione degli immobili, il cosiddetto Superbonus 110% e il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito.
Il rischio è che molti interventi legati a queste incentivazioni rimangano sulla carta ostaggi di tempistiche inadeguate, rincaro dei prezzi, impossibilità di approvvigionamento dei materiali e norme fiscali cambiate in corsa con valore retroattivo.

Sono due le richieste che vengono avanzate: la prima riguarda la proroga della scadenza al 30 giugno legata agli edifici unifamiliari posseduti da soggetti con Isee superiore a 25.000 euro, che costituiscono un settore importantissimo dello stock edilizio e che deve essere effettuata senza il vincolo del riferimento stringente ed inattuabile dell’isee a 25.000 € (in molti casi già il solo possesso dell’abitazione fa superare la soglia di Isee di 25000 €).

"Rileviamo dal nostro osservatorio che moltissimi interventi legati alle unifamiliari stanno per partire solo ora con grandi ritardi dovuti alla burocrazia degli accessi agli atti e a norme in continuo cambiamento. Oltretutto siamo di fronte a enormi problematiche legate ad un rincaro costante e incontrollato dei prezzi dei materiali da costruzione (si parla di più del 30%), e ad una estrema difficoltà di approvvigionamento dei materiali" affermano i tecnici.

La seconda richiesta riguarda invece la modifica della retroattività delle misure antifrode messe in campo.
Come una doccia fredda infatti, a seguito della scoperta di truffe ai danni dello Stato, le scorse settimane il Governo assieme all’Agenzia delle Entrate ha introdotto una misura anti-frode retroattiva con il Decreto legge del 11 novembre 2021 n. 157 (pubblicato in G.U. del 11.11.2021 n. 269) in vigore dal 12/11/2021. Quindi anche per i BONUS ORDINARI del 50% e del 65% per non parlare del bonus facciate al 90% sono stati oggetto di estensione delle norme previste all'art. 119 e 121-122 della legge n. 77/2020 del Superbonus.

Il Provvedimento di cui al decreto 157/2021 mira ad equiparare il trattamento dei bonus ordinari alla stregua del Superbonus 110%, cambiando di fatto la modalità di cessione del credito o dello sconto fattura non solo per il contribuente finale, ma anche per gli attori in campo (professionisti e ditte), con la richiesta di provvedere all'obbligo del visto di conformità e della congruità dei prezzi relativamente a fatture e pagamenti già emessi per quei lavori già svolti di cui si voglia procedere a fare la cessione del credito o a richiedere lo sconto fattura. Tutto questo in maniera retroattiva.

"Vorremmo che al Governo arrivasse un segnale forte rispetto alle difficoltà oggettive che dovranno affrontare i tecnici in generale, e le ditte in modo particolare, che finora hanno  orientato i propri clienti verso una procedura più snella rispetto al procedura del 110%.
Così com'è concepito il decreto 157/2021 chiede ad Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti, Commercialisti di validare operazioni con una verifica retroattiva. Siamo certi che la norma non sia incostituzionale?" si chiedono i tecnici del comparto edile.

"Ciò che vogliamo scongiurare è l'atteggiamento vessatorio di provvedimenti che potrebbero lasciate sul tappeto non solo molti contribuenti ma anche molti professionisti e artigiani che con difficoltà si sono adoperati in quest'anno a portare avanti progetti con le continue modifiche apportate in corso d'opera, integrazioni, chiarimenti da parte dell'Enea o dell'Agenzia delle Entrate, per non parlare della miriade di interpelli e interpretazioni che oltre a precisare l'applicabilità della norma hanno creato un'enorme confusione".

"Chiediamo norme stabili e con un orizzonte ampio, ma anche rispetto di chi opera con professionalità e correttezza, rendendosi protagonista e partecipe del risultato positivo della crescita economica del nostro Paese".
Articolo di Giovedì 25 Novembre 2021

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