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Due liste per la Provincia: Lega e Civici contro tutti

Sfuma sul filo di lana l'ipotesi di una lista unitaria per il rinnovo del Presidente e del Consiglio provinciale di Rovigo

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ROVIGO - La mediazione per una lista unitaria non riesce a Forza Italia e Partito democratico (LEGGI ARTICOLO), anche se nelle ultime ore i tentativi sono stati molteplici, ma fuori tempo massimo, confidando probabilmente in una marcia indietro della Lega imposta in virtù del diktat, valido quasi sempre, di un "centrodestra unito". Per la Provincia di Rovigo si delinea quindi una sfida tra i candidati presidenti Luigi Viaro, sindaco di Lendinara, (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Partito Democratico) ed Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta, (Lega e Civici).

La Lega, che ha sempre voluto esprimere il nome del presidente sottoponendo al tavolo delle trattative varie ipotesi come Roberto Pizzoli, Giovanni Rossi, Enrico Ferrarese, ha trovato terreno fertile sul gruppo di comuni e consiglieri che non si riconoscono pienamente nel Pd guidato da Angelo Zanellato, Adria e Rovigo in primis, dove nel capoluogo, solo in maggioranza, i civici sono 10, contro gli 11 consilieri del Pd, oltre ai 5 consiglieri della Lega ed il gruppo di civici della lista di Silvia Menon.

In vantaggio, sulla carta sia a Rovigo che ad Adria, la coalizione Lega-Civici è alla stesura della lista dei candidati consiglieri che vede "sicuri" Roberto Pizzoli (Porto Tolle), con futuro impegno di essere assessore alla pesca, Lorenzo Rizzato (Rovigo), Lucia Ghiotti (Salara) ed il capogruppo in consiglio Giovanni Rossi (Badia Polesine). Completeranno la lista i 6 consiglieri dei "civici" tra cui uno dalla maggioranza di Edoardo Gaffeo (Rovigo), uno da Omar Barbierato (Adria), probabilmente la stessa Sara Mazzucato della lista di Ivan Dall'Ara, Elisa Sette, sindaca di San Martino di Venezze, più altri tre consiglieri in definizione, preferibilmente sindaci.

Dall'altro lato della barricata quel che resta del tentativo di lista unitaria che vede Luigi Viaro candidato presidente. A sostegno della sua candidatura Forza Italia, Partito Democratico e Fratelli d'Italia rimasti "orfani" della Lega e del gruppo di civici che hanno deciso di "strappare" la corsa unitaria.

Le motivazioni politiche della corsa a due candidati sembrano essere da ricercare in una combinazione di vari fattori: da una parte la necessità di riconsegnare a Rovigo il ruolo di capoluogo che gli spetta, da cui l'accordo della Lega con parte della maggioranza di Edoardo Gaffeo, dall'altro il sentimento di molti comuni civici, di area di centrosinistra, nel non sentirsi rappresentati dalla mediazione politica operata da Angelo Zanellato, che paga anche il malcontento all'interno del proprio partito in vista del congresso. Forza Italia con il proprio coordinatore Piergiorgio Cortelazzo ha cercato la sintesi fino all'ultimo, provando di proporre una lista unitaria con un candidato presidente sempre civico, Giovanni Rossi, di comprovata capacità amministrativa, rinunciando quindi alla propria scelta di Luigi Viaro, ma l'idea di civici e Lega di correre soli, con ampio spazio in lista per i candidati consiglieri non è cambiata.
Articolo di Giovedì 25 Novembre 2021

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