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CULTURA

Le otto stagioni strappano gli applausi del Balzan [VIDEO]

L’esecuzione dall’Ensemble dei Filarmonici Veneti è parsa impeccabile ed ha raccolto il felice consenso del pubblico del teatro di Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo) – “Non ci sono più le stagioni di una volta” si suol dire e, almeno in musica, da quattro sono diventate otto, soprattutto se alle stagioni barocche di Antonio Vivaldi si aggiungono le quattro stagioni Porteñas di Astor Piazzolla.

L’ardito connubio musicale tra due secoli e due continenti, è stato realizzato alla “piccola Fenice” di Badia, dall’Ensemble dell’Orchestra dei Filarmonici Veneti, con la complicità di due artisti di prim’ordine: Cecilia Laca e Gianni Fassetta, alternatisi sul palcoscenico fra gli scroscianti appalusi dei presenti. Cecilia Laca, un’immigrata albanese di lusso diventata primo violino del Teatro San Carlo di Napoli, non ha bisogno di presentazioni, mentre di Gianni Fassetta basterà ricordare che Laura Escalada Piazzolla l’ha collocato tra i migliori interpreti di Astor.

Quanto al “menù” proposto, si tratta di un accostamento audace perché mette in contatto due concezioni diverse dei ritmi circolari, ma il risultato è stato notevole. Soprattutto, a parere di chi scrive, ha messo in luce l’anima pop di Vivaldi… sia quando è molto melodico e soprattutto nell’impulso ritmico costante, quasi un movimento di danza, che lo avvicina alla musica leggera e per estensione alle Estaciones di Piazzolla.

Le differenze? Semplificando, si può dire che Vivaldi descriva la realtà oggettiva, la natura e l’uomo in essa, man mano che le stagioni compiono il loro ciclo. Piazzolla invece preferisce una rivisitazione emotivo-psicologica delle stagioni, ma le sue Cuatro Estaciones ricalcano nella stessa tonalità le partiture dei quattro concerti del Prete rosso.

In questo modo, nel viaggio proposto dal Settecento veneziano al Novecento porteño, lo sguardo si sposta dalla natura circostante ai paesaggi dell’animo umano, in un ciclo che sembra non finire.

In definitiva si può dire che le Quattro Stagioni di Vivaldi appartengono alla ristrettissima cerchia delle composizioni “colte” diventate “pop” come “sfondo” sonoro nella vita, mentre il repertorio di Piazzolla si presta perfettamente a un’esecuzione classica poiché è molto difficile e pieno di virtuosismi. Narrano, infatti, le cronache che Piazzolla non fosse molto amato tra i “tanghèri”, poiché scriveva musica troppo complessa rispetto ai canoni tradizionali del tango argentino.

Per quanto riguarda lo spettacolo di ieri sera, che ha recuperato finalmente la data del 14 novembre 2020 saltata per il Covid-19, l’esecuzione dall’Ensemble dei Filarmonici Veneti è parsa impeccabile ed ha raccolto il felice consenso del pubblico. Molto soddisfatto anche il presidente Dino Bonfante che però, alla luce delle ultime notizie sull’evoluzione della pandemia, incrocia le dita.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 28 Novembre 2021

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