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POLITICA ROVIGO

Quale futuro per un Pd che pensa alle espulsioni invece che unire?

Le liste per la Provincia di Rovigo sanciscono la fuga dal Partito democratico di Angelo Zanellato che pensa a "far entrare" solo gli amici ed accarezza la gioia delle espulsioni per i nemici, per ritrovarsi a governare una scatola vuota

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ROVIGO - Il Partito democratico di Angelo Zanellato ha portato sulla pubblica piazza della provincia di Rovigo il profondo malessere che pervade gli amministratori iscritti o sostenitori del partito.

L'esempio più clamoroso è quello della lista a sostegno del candidato presidente Enrico Ferrarese, sottoscritta da oltre 30 sindaci del territorio, composta per metà da amministratori di centrosinistra, del Pd, rinnegati dalla segreteria di Galleria Ballotta.
La vicenda Provincia (LEGGI ARTICOLO) è l'espressione plastica di una divisione politica probabilmente sul senso stesso di partito, una organizzazione che invece di accompagnare le scelte degli amministratori le contraddice fino al punto di decidere in solitaria senza condivisione alcuna di presentare una lista parziale, non certo rappresentativa, vedi il caso Villadose, della politica del Pd in Polesine, solo per il Consiglio ed incapace di esprime il candidato presidente.

Come si può affermare che Simone Ghirotto, sindaco di Pontecchio, non è un sindaco del Pd? Cosa o quali pressioni hanno spinto la vicesindaca Pd di Gaiba Asia Trambaioli a dimettersi in queste ore dal Partito democratico? Come dire che Gilberto Desiati, sindaco di Villanova del Ghebbo, non è un "sindaco di centrosinistra del Pd"? E cosa dire di Leonardo Raito, sindaco di Polesella che dopo la "sbandata" per Matteo Renzi ed Italia Viva si è iscritto nuovamente al Pd per non vedere riconosciuta la sua iscrizione dalla segreteria di Zanellato? Lo stesso Raito che sarebbe dovuto essere il candidato presidente del Pd ma che si è visto preferire, per un accordo del proprio segretario provinciale con Forza Italia, il candidato Luigi Viaro, da cui la levata di scudi dei civici e di buona parte del Pd per l'alternativa quasi civica proposta dalla Lega.

Un partito garantista, pluralista per definizione, aperto al dialogo interno, con la guida del segretario Zanellato pensa all'espulsione di Graziano Azzalin, colpevole, come Asia Trambaioli, Simone Ghirotto, Gilberto Desiati, di sostenere la lista degli amministratori che hanno scelto Enrico Ferrarese come futuro candidato presidente della Provincia. E cosa dire del Pd di San Martino di Venezze che seguirà il proprio sindaco, Elisa Sette, anche lei candidata a sostegno di Enrico Ferrarese, verrà espulso anche quello? Anche l'ex senatore adriese Sandro Gino Spinello, intervenuto alla presentazione delle liste in Provincia di Rovigo, dovrà lasciare il partito di Angelo Zanellato?

La segreteria Pd di Rovigo vorrebbe "chiudere" una volta per tutte con Graziano Azzalin, un politico che non ha mai saltato un anno di tesseramento dal 1976, dai tempi del Pci, poi Pds, quindi Ds, e che è stato infine tra i fondatori del Pd.

Cosa ne è stato dell'impegno assunto in campagna elettorale da parte del Pd per Edoardo Gaffeo sindaco? Dalla presentazione della lista Pd con Graziano Azzalin capolista e capogruppo in consiglio comunale: "garantire la governabilità e sostenere l'amministrazione di Edoardo Gaffeo perchè Rovigo cresca felice".
Anche rileggendo la frase non si avverte che il Pd sarebbe dovuto stare al fianco di Gaffeo per fargli la guerra, cosa invece che sembra essere ormai lampante, perchè se il consigliere Pd Graziano Azzalin segue il sindaco che ha convintamente sostenuto Edoardo Gaffeo per le provinciali, allora, ipso facto, è espulso.

In Veneto Pd e civiche si presentano spesso insieme, senza contraddizioni, ma si sa, Rovigo è una Zona politica speciale.
Articolo di Lunedì 29 Novembre 2021

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