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CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Volevano rifondare la 'Mala del Brenta’, 39 misure cautelari eseguite dai Carabinieri, un arresto ad Adria

Blitz dei Carabinieri di Treviso, Padova, Venezia e Rovigo contro la nuova Mala del Brenta, l’indagine è stata condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Venezia. 39 misure cautelari

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ROVIGO - Usciti dal carcere, i fiancheggiatori di Felice Maniero cercano di ricostruire la banda criminale nota come ‘Mala del Brenta’. Come in un film o una serie tv, ma ci hanno pensato i Carabinieri del Ros, i comandi provinciali di Treviso, Padova, Venezia e Rovigo hanno eseguito 39 misure cautelari.

Le accuse sono associazione a delinquere, concorso esterno in associazione per delinquere, detenzione e porto di armi da fuoco, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri delitti, alcuni dei quali aggravati dal reato di associazione mafiosa. L'indagine, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo dl capoluogo veneto, ha documentato l'esistenza di gravi e concordanti elementi relativi alla ricostituzione della disgregata organizzazione mafiosa nota come 'Mala del Brenta' e sviluppatosi, a partire dal 2015, anche per la progressiva liberazione, dopo lunghe detenzioni, di esponenti della frangia dei mestrini, articolazione della banda.

In Polesine diverse peequisizioni dei militari dell'Arma, c'è anche un arresto, è un personaggio noto alle forze dell'ordine e vive nei pressi di Adria. In totale sono 59 gli indagati, ma potrebbero aumentare dopo gli interrogatori di Garanzia. La banda era dedita allo spaccio di droga ed estorsione.

In carcere sono finit:i Gilberto Boatto, Loris Trabujo, Paolo Pattarello, Gino Causin, Cristiano Michielon, Festim Shemellari, Daniele Corradini, Gianfranco Sedda domiciliato ad Adria, Luca Livieri, Antonio Guerrieri, Marco Padovani, Anna Pegoraro, Ivan Giantin, Melissa Stefanutto, Riccardo Cargnelli, Davide Zulian, Claudio Bozzola, Nicola Marampon, Flora Stecca, Francesco Rivellini, Roberto Sorato, Fabio Pintonello Seliciato, Denis Trabujo, Alessandro Duse, Roberto Zennaro. Sono stati messi agli arresti domiciliari Marco Nalesso, Lucia Marazzi, Walter Fistariol, Paolo Rossi, Giuseppe Marin, Sara Battagliarin, Pamela Trabujo.

“La giornata si apre bene, con l’ennesima vittoria della legalità sulla criminalità. Complimenti e grazie da tutti i Veneti per bene ai Ros dei Carabinieri e alla Procura Antimafia, che hanno sgominato una banda composta da vecchi pregiudicati e nuovi malavitosi che agivano per arrivare al controllo del territorio”.

Con queste parole, il Presidente della Regione, Luca Zaia, plaude all’operazione del Ros e della Procura Antimafia, con un’ottantina di indagati e 39 arresti nella notte.

“Le prime notizie aggiunge Zaia – parlano di droga, estorsioni, armi rapine e mancate vendette maturate nel mondo del crimine. Un mix devastante, per la legalità, ma anche per la serena convivenza sociale di un vasto territorio, che poteva avere conseguenze sempre più gravi. Averlo stroncato è una delle più importanti operazioni messe a segno dalla Forze dell’Ordine e dagli inquirenti negli ultimi tempi”.

“Stamattina – conclude Zaia – una vasta parte del territorio veneto sa di poter vivere più serenamente; sa che il crimine non si arrende, ma che i tutori dell’ordine non arretrano di un centimetro”.

“Grazie ai carabinieri e alla Dda di Venezia per questa imponente operazione contro la nuova ‘mala del Brenta’. È la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, di quanto la criminalità organizzata sia forte nella nostra regione e che tutti, a cominciare dalla politica, dovremmo considerarla un’emergenza veneta”. In una nota il consigliere PD Andrea Zanoni, presidente a Palazzo Ferro Fini della commissione Legalità, esprime, a nome di tutto il gruppo consiliare dem, la propria soddisfazione per l’operazione che ha portato a 39 misure cautelari nelle province di Venezia, Padova, Treviso e Rovigo, per associazione per delinquere, concorso esterno in associazione per delinquere, detenzione e porto di armi da fuoco, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri delitti nell’ambito dell’indagine Papillon sulla ricostituzione della banda della Mala del Brenta. “Più che delle doverose congratulazioni, però, gli inquirenti avrebbero bisogno di un supporto concreto a 360 gradi da tutte le istituzioni. La Regione, invece, nell’ultima manovra di bilancio ha deciso di ridurre dal 30 al 60% i fondi destinati alle leggi per promuovere la legalità e contrastare la criminalità organizzata”.

 

 

 

Articolo di Martedì 30 Novembre 2021

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