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RUGBY

A che gioco giochiamo? oggi lo decidono gli arbitri

Con le nuove regole l’arbitro di rugby è diventato un gestore attivo della partita, in prima linea la fase di gioco è tra le più complicate da gestire, i cartellini gialli e rossi incidono sempre più sul risultato

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ROVIGO - Sicuramente il dato non è preciso al millimetro ma dire che ci sono stati più espulsi quest’anno, tra Sei Nazioni, Superugby, Rugby Championship e test-match estivi e autunnali, che in tutte partite internazionali del secolo scorso non si va molto lontani dalla realtà. Cosa è successo? I giocatori di oggi sono più cattivi e fallosi o gli arbitri di una volta erano meno severi? Di certo c’è un regolamento che, dopo essere rimasto praticamente invariato per un centinaio d’anni, negli ultimi due decenni ha sfornato regole nuove a getto continuo. Le motivazioni dei tanti cambiamenti intervenuti erano e sono assai nobili e tecnicamente ineccepibili: salvaguardare il più possibile l’incolumità dei giocatori e rendere il gioco più continuo e quindi più spettacolare. Se l’obiettivo sia stato raggiunto non è facile dirlo.

Quello che si registra è che gli infortuni, specie quelli seri, sono aumentati tanto che per farvi fronte gli organici delle squadre di club di prima fascia (pensiamo alla Premiership inglese, al Top 14 francese, alla URC celtica o ai tornei più importanti dell’emisfero sud) sono diventati ipertrofici e attualmente superano abbondantemente le 40 unità. Quanto al livello del gioco le continue variazioni delle regole ha certamente aumentato il tempo effettivo delle partite, ma spesso il gioco risulta monotono e ripetitivo e raramente assurge a grande spettacolo, se non quando in campo ci sono le squadre migliori del mondo.

Tutto ciò ha avuto come conseguenza una radicale trasformazione del ruolo dell’arbitro. Una volta, quando le regole erano decisamente meno (e quindi più facilmente applicabili e rispettate) l’arbitro si limitava a fischiare i falli commessi non entrando minimamente nel contesto del gioco. Oggi, invece, è diventato un gestore attivo della partita smettendo progressivamente i panni di semplice notaio che aveva il solo compito di sanzionare le infrazioni a un regolamento molto meno complicato di quello odierno. Nel rugby attuale il direttore di gara chiama i tempi dell’ingaggio in mischia chiusa, intima ai giocatori quando usare il pallone nelle ruck, avverte le squadre se una maul è regolare o meno, suggerisce come comportarsi durante il gioco (“via le mani” o “fermo che sei in fuorigioco”) e via discorrendo. Insomma il vecchio notaio è andato in pensione per lasciar posto a una nuova figura che ha molto più potere rispetto a una volta.

Forse anche troppo. Inoltre, da quando è stato introdotto il TMO, non è più da solo nel prendere le decisioni più importanti, senza contare il maggior peso che hanno assunto i giudici di linea che oggi, a ragione, si chiamano assistenti. D’altro canto avendo aumentato il numero delle regole, e in considerazione della maggiore velocità del rugby moderno, era impensabile che una sola persona potesse tenere tutto sotto controllo. Questa rivoluzione ha fatto diventare l’arbitro un elemento in grado di incidere molto di più sull’andamento di una partita rispetto al passato. Basti pensare alla gestione dei cartellini rossi e gialli, quasi sempre assegnati in collaborazione con il TMO (In Top10 nel campionato italiano solo dalle semifinali), che spesso cambia le sorti di un match.

Un altro esempio ci arriva dalle mischie ordinate che un tempo erano un semplice modo per riprendere il gioco nelle quali ci potevano essere solamente due falli: la spinta anticipata, oggi derubricata a fallo lieve sanzionato con una punizione indiretta, e l’introduzione storta che adesso è ormai ampiamente tollerata tanto che i mediani di mischia mettono il pallone direttamente sui piedi delle seconde linee. In compenso sono state introdotte altre nuove regole, specie per i giocatori di prima linea, tanto da rendere questa fase di gioco tra le più complicate da gestire (è una di quelle in cui vengono rilevati il maggior numero di falli) con lunghe perdite di tempo visti i molti reset che gli arbitri sono costretti a decretare. Oggi il potere dell’arbitro (moltiplicato per quattro perché gli assistenti e il TMO vogliono spesso dire la loro) sta diventando un problema non di poco conto tanto che iniziano a sentirsi lamentele e critiche, cosa che in passato avveniva molto di rado. D’altro canto il regolamento odierno è talmente complesso e pieno di norme che è impossibile evitare di infrangerle. Un po' come la legislazione fiscale italiana: puoi essere il contribuente più fedele e rispettoso del mondo, ma in quel mare di leggi, codici e commi qualche errore te lo trovano sempre. Il rugby deve ritrovare una maggiore semplicità e far tornare protagonisti il gioco e i giocatori, come dovrebbe essere e come è sempre stato. Se la ribalta se la prendono gli arbitri vuol dire che c’è qualcosa che non va.

Il CNAr, Commissione Nazionale Arbitri della FIR, ha reso note le designazioni arbitrali per la nona giornata del Campionato Italiano Peroni TOP10, in programma sabato 4 e domenica 5 dicembre 2021.

In conformità con i protocolli vigenti relativi all’attività agonistica, la Federazione Italiana Rugby informa di aver ricevuto e accolto la richiesta di rinvio – in seguito al riscontro di casi di positività al Covid-19 – degli incontri Fiamme Oro-Mogliano e Viadana-Rovigo, originariamente in programma sabato 4 dicembre 2021 e validi per il nono turno del Campionato Italiano Peroni TOP10.

Questo il programma delle gare della nona giornata del Peroni TOP10:

Peroni TOP10 – IX giornata – 04.12.21 – ore 14
Sitav Rugby Lyons v Rugby Transvecta Calvisano

Arb. Dante D’Elia (Bari)
AA1 Matteo Locatelli (Bergamo), AA2 Stefano Roscini (Milano)
Quarto Uomo: Davor Vidackovic (Milano)
 
04.12.21 – ore 14.30
Petrarca Rugby v S.S. Lazio Rugby 1927

Arb. Filippo Russo (Treviso)
AA1 Andrea Spadoni (Padova), AA2 Giorgio Sgardiolo (Rovigo)
Quarto Uomo: Maria Ausilia Paparo (Bologna)
 
05.12.21 – ore 15.30
Valorugby Emilia v HBS Colorno 1975

Arb. Manuel Bottino (Roma)
AA1 Matteo Franco (Pordenone), AA2 Alberto Favaro (Venezia)
Quarto Uomo: Gianluca Farinelli (Reggio Emilia)

Articolo di Giovedì 2 Dicembre 2021

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