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POLITICA ROVIGO

Graziano Azzalin: Il Pd di Rovigo sta con tutti avversari politici di Edoardo Gaffeo e contro la coalizione da lui voluta

Secondo il consigliere comunale del capoluogo, candidato al consiglio provinciale, alla dirigenza del Partito democratico provinciale non interessa il bene della provincia di Rovigo

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ROVIGO - E' stato "semplicemente" depennato dalla lista degli iscritti, e ne rimarrà escluso per almeno 2 anni, "Nessuna esplusione dal partito, un atto dovuto nel rispetto dello statuto del Pd" affermano da galleria Ballotta, sede provinciale del Partito democratico guidato da Angelo Zanellato, Graziano Azzalin, consigliere comunale di Rovigo e candidato per il Consiglio provinciale nella lista Uniti per il Polesine per Enrico Ferrarese presidente.

"Sono giorni che l’attuale dirigenza del Pd sembra non pensare altro che a me, tirandomi in ballo ogni piè sospinto - afferma Azzalin - Ormai da anni la loro caratterizzazione politica è data più da fare dispetti a me piuttosto che all'interesse di Rovigo e del Polesine. Da un certo punto di vista sono quasi contento che in questo loro momento di confusione lo affermino con così tanta chiarezza. A loro non interessa il bene del Pd, interessa che il Pd possa essere interamente nelle loro mani e piegato ad ogni loro personale interesse. Chi ha una voce dissonante rispetto al coro da loro organizzato, viene cacciato, marginalizzato, attaccato".
 
Da iscritto al Pd sono anni che segnalo questo problema. Ma chi “comanda” dentro al partito pur di conservare il proprio potere preferisce cacciare e ridurre sempre più il perimetro, arroccandosi ed innalzando muri, facendo uscire dal partito amministratori ed iscritti, chiudendo i circoli, negando le tessere, eclatante il caso del sindaco Leonardo Raito, che proprio in quest'ultimo periodo si è trovato la porta sbarrata al ritorno nel Pd (LEGGI ARTICOLO).
 

La lista “Uniti per il Polesine” per le prossime elezioni provinciali è stata definita dal Pd “un'operazione innaturale”, anche se due anni fa, alla vigilia, fra l'altro, delle elezioni europee ed amministrative, sempre la lista “Uniti per il Polesine” vedeva fianco a fianco esponenti di Lega, Pd e Forza Italia opposta a Fratelli d'Italia. Le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale sono elezioni di 2 livello per gestire servizi per i comuni (scuole e trasporti e strade in primis) e non sono minimamente comparabili con elezioni politiche, ed è non solo auspicabile, ma necessario, che si ricerchino intese unitarie tra i comuni per la gestione del proprio territorio .
 
Guardando a Rovigo, poi è stare con l'opposizione correre a fianco della Lega o di Forza Italia e Fratelli d'Italia, visto che anche il centrodestra corre diviso? Il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Rovigo Nello Chendi, che proclama a gran voce la mia decadenza del partito, pur sapendo che anche questi “automatismi” devono essere ratificati da tutti i passaggi previsti nelle commissioni di garanzia, forse quando pensa solo alla Lega come “opposizione” dimentica la geografia politica dell'aula in cui siede, probabilmente a causa della troppa vicinanza in tutti gli accordi più a Forza Italia, ormai considerata organica come in tutte le trame per le partecipate, rispetto ai propri veri alleati a sostegno dell'amministrazione Gaffeo.

A ben guardare, infatti, il Pd sta con tutti “avversari politici” di Gaffeo e contro la coalizione da lui voluta, mentre nella lista Uniti per il Polesine c'è spazio per esponenti di tutte le formazioni, fuori dai giochetti triti e ritriti degli accordicchi sottobanco".
 
Articolo di Sabato 4 Dicembre 2021

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