Condividi la notizia

POLIZIA PENITENZIARIA

Carcere con pochi agenti e con problemi di igiene. Vanno risolti

L'Unione Sindacati Polizia Penitenziaria (Uspp) in visita alla Casa Circondariale Rovigo, lunedì 6 dicembre, con l’onorevole polesana Antonietta Giacometti. Ci sono diverse criticità da risolvere

0
Succede a:

ROVIGO - Una situazione che deve essere risolta. Un Carcere nuovo, con delle enormi potenzialità anche per gli ospiti, ma poco sfruttato, con poco organico, e parecchie lacune.

Lunedì 6 Dicembre 2021 dalle ore 10.00 alle 11.30, una delegazione sindacale dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria guidata dal Segretario Interregionale Leonardo Angiulli, dal componente della segreteria Nazionale Giuseppe Testa, il segretario Provinciale Marco Gallo, con l’onorevole Antonietta Giacometti hanno effettuato una visita all’interno della Casa Circondariale di Rovigo per verificare lo stato dei luoghi di lavoro della Polizia Penitenziaria.

Una delle problematiche più urgenti a Rovigo, così come in tutto il territorio Nazionale è la grave carenza di personale nonché dei luoghi di lavoro non conformi alla normativa sicurezza luoghi di lavoro. Anche alla fine di quest’anno infatti il rischio reale è che il Corpo si ritrovi con un numero di agenti in servizio inferiore a quello andato in quiescenza, con ulteriore aumento del già elevato carico di lavoro che ricade sulle spalle del personale di Polizia Penitenziaria, oggi costretto a turnazioni pesanti e dalla copertura di più posti di servizio rischiando ogni giorno per la propria incolumità e per la sicurezza delle carceri.

Oltretutto l’istituto non è mai stato adeguato come classificazione in virtù dei nuovi utenti associati presso la sede rodigina.

Altra ulteriore criticità è quella delle aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria e della gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche.

“Ci sono delle difficoltà oggettive nei ruoli intermedi all’interno del Carcere - ha evidenziato Unione Sindacati Polizia Penitenziaria - l’assenza di un Direttore stabile incide sulle cose più banali, e sugli appalti stessi. Anche se l’organico sarebbe in linea con quello che è stato fatto, oggettivamente non è così visto che si riferisce al vecchio carcere. Organico inadatto per l’arrivo di persone ristrette in Alta Sicurezza (detenuti non comuni, ndr), la mancata classificazione dell’istituto comporta questo. L’organico di 123 persone sarebbe appena necessario a gestire metà della struttura penitenziaria, dovrebbero essere almeno 200. Numerosi posti di servizio sono accorpati a causa dell’assenza di personale, non solo c’è un aumento del carico di lavoro, ma inevitabilmente cala la stessa sicurezza della struttura”.

“Mancano sovraintendenti ed ispettori, e pertanto il collega è obbligato ad assumere delle responsabilità che non gli compete per la mancanza del coordinatore del piano o del reparto detentivo che potrebbe risolvere con maggior esperienza le problematiche dei detenuti stessi”. Perchè parliamoci chiaro, se gli agenti lavorano male, perchè sono costretti a svolgere due mansioni, anche gli ospiti della struttura risentono di questa mancanza. “Chiederemo ai nostri organi superiori non tanto l’aumento dell’organico, ma di quello qualificato, le figure che effettivamente possono coordinare gli agenti”. Con il blocco delle assunzioni per anni, ed il pensionamento, di fatto manca una generazione di agenti della Polizia Penitenziaria, l’avanzamento di ruolo, a mezzo concorso, è un secondo grave problema. “Bisogna fare dei concorsi per riqualificare il personale esistente, 2500 assunzioni a breve non risolvono il problema, bisogna avanzare poi di livello quelli che hanno una certa anzianità di servizio”.

“Abbiamo notato gravi problemi di igiene - ha sottolineato l’onorevole Giacometti - spazzatura non raccolta, i detenuti gettano rifiuti dalle finestre e la settimana scorsa c’è stato anche un incendio significativo, è bastato un mozzicone di sigaretta sul del cartone accatastato”.

Sarebbe sufficiente inserire delle reti anti getto. “Bisognerebbe chiedere all’azienda dei rifiuti di portare cassoni più grandi per la raccolta, con una comunità così grande, con 196 utenti, è necessario”. Paradossalmente si stava meglio quando si stava peggio, il carcere di via Verdi era più piccolo, ma più funzionale. Quello attuale è molto grande, offre grandi opportunità per laboratori e corsi, il trattamento del detenuto deve essere una priorità per un reinserimento nella società, ma se mancano le basi per risolvere i piccoli problemi, è difficile poi far altro.

“Molto spesso - ha commentato l’onorevole Antonietta Giacometti - chi nella propria vita ha dovuto fare i conti con questa esperienza, proviene da una condizione che ha favorito la conduzione di una vita oltre il sentiero della legalità, ma non vi è rimedio senza un precedente sbaglio, non esiste un rialzo senza una caduta. L’invito è quello di creare la condizione per una positività interiore, per una corretta presa di coscienza, per un miglioramento di se stessi e per la vita degli altri. Individuare la retta via e saperla poi mantenere vorrebbe essere lo scopo di questo sito, convinti che il bene vinca sempre e comunque sul male. Ringrazio tutti il personale addetto, con l’auspicio che siano essi stessi i veicoli conduttori di ricrescita, avendo una vaga idea di quanto possa essere “duramente difficile” lo svolgimento del proprio lavoro, posso assicurarvi la mia totale vicinanza con l’intenzione di dare, dove mi sarà possibile, il mio apporto per il miglioramento di ogni singola funzione, al fine che sia degna la permanenza dei detenuti, ma ancora di più quella del personale addetto”.

Il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni, ha depositato un emendamento alla Legge di Bilancio che chiede sia implementato il numero delle Forze dell’Ordine, tra cui la Polizia Penitenziaria.

 

 

 

 

Articolo di Lunedì 6 Dicembre 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it