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CORONAVIRUS

Luca Zaia: “A Natale probabilmente il Veneto sarà zona gialla”

La Regione Veneto predispone il piano per i Covid Hospital, se la situazione dovesse peggiorare, sono 2.960 i nuovi positivi oggi, attualmente sono 40.648. La Regione rimane zona bianca, per il momento

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MARGHERA (Venezia) - “È verosimile che la prossima settimana saremo ancora in zona bianca, a Natale probabilmente sarà gialla”, lo ha detto Luca Zaia, ma soprattutto lo dicono i numeri, due su tre parametri sono già da zona gialla, se aumentano i ricoveri in Area Medica scatterà in automatico.

Sono 2.960 i nuovi positivi oggi in Veneto, attualmente sono 40.648, con 6 nuovi decessi.

Un secondo caso di variante Omicron è stato sequenziato in Veneto, precisamente a Padova, è il secondo nel giro di qualche giorno dopo il caso del vicentino di ritorno dal Sudafrica.

In Veneto, per quanto riguarda la gestione degli ospedali in relazione all’andamento dei ricoveri, sono individuati cinque indicatori di rischio (verde, azzurro, giallo, arancione e rosso) parametrati sul numero di posti letto Covid occupati in terapia intensiva e sulla relativa necessità di garantire posti letto sufficienti per l’erogazione di tutti gli altri servizi ospedalieri.

La fase verde si identifica con una situazione che veda occupati da 0 a 50 posti letto Covid e prevede l’utilizzo di posti letto isolati in ospedali hub & spoke; viene preservata l’attività ordinaria in modo diffuso in ogni ospedale; non viene sospesa alcuna attività, salvo un eventuale ritardo nelle prestazioni programmate.

La fase azzurra si ha quando i posti letto di terapia intensiva Covid occupati sono da 51 a 150. In questo caso, si prevede l’attivazione di posti letto aggiuntivi negli ospedali hub & spoke e l’attivazione parziale di posti di terapia intensiva del Centro Regionale Urgenza Emergenza; si preserva l’attività ordinaria negli ospedali hub & spoke; si riorganizza l’attività ordinaria con eventuale sospensione (o ritardo) dell’attività programmata.

La fase gialla scatta da 151 a 250 posti letto di terapia intensiva occupati e prevede l’attivazione dei Covid-Hospital; quella progressiva dei posti di terapia intensiva del Centro Regionale Emergenza Urgenza e quella di posti aggiuntivi ordinari e subintensivi. Viene preservata l’attività ordinaria negli ospedali hub & spoke e l’attività ordinaria e di emergenza negli hub. E’ prevista una riduzione dell’attività ordinaria nei Covid hospital con trasferimento delle attività d’urgenza.

La fase arancione scatta tra 251 e 400 posti letto di terapia intensiva Covid occupati e prevede anche l’utilizzo di posti letto ricavabili da sale operatorie nei Covid Hospital. In questo caso l’attività ordinaria è preservata solo negli ospedali hub, mentre scatta una parziale riduzione di attività negli ospedali spoke.

Infine la fase più critica, quella rossa, che scatta al di sopra dei 400 posti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid. In questo caso si utilizzeranno posti letto, anche a coorte, negli hub. L’attività di emergenza sarà preservata negli ospedali hub, mentre sarà sospesa anche negli hub l’attività ordinaria.

Lo stesso meccanismo si utilizza per la valutazione della situazione in area non critica.

La fase verde si configura quando sono occupati da 0 a 300 posti letto; la fase azzurra da 301 a 900 posti occupati; la fase gialla da 901 a 1.500 letti occupati; la fase arancione da 1.501 a 2.400 posti occupati; la fase rossa oltre i 2.400 letti occupati.

L’attivazione delle singole fasi avviene a livello locale (Ulss). Per Rovigo attualmente non ci sono problemi. I “Covid Hospital” che potrebbero essere progressivamente attivati in caso di necessità, sono gli ospedali di Belluno, Vittorio Veneto, Dolo, Jesolo, Trecenta, Schiavonia, Santorso, Villafranca e Borgo Roma a Verona.

 

 

Articolo di Martedì 7 Dicembre 2021

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