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#elezioniPROVINCIA2021

Uniti per riappropriarsi della Provincia di Rovigo

Enrico Ferrarese presenta la lista Uniti per il Polesine che lo vede candidato presidente della Provincia di Rovigo con una lista di candidati consiglieri formata da leghisti e civici

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ROVIGO - Sono determinati, coesi, rappresentativi, e sono pure la maggioranza dei primi cittadini del Polesine quelli che sostengono la candidatura a presidente di Enrico Ferrarese, civico di centrodestra, area Lega, sindaco di Stienta, quarantenne, avvocato a Polesella, sposato e padre di una bimba.
Non solo intendono esprimere il proprio presidente, ma sono pronti a portarsi a casa la maggioranza del consiglio provinciale facendo eleggere più di cinque tra i dieci candidati consiglieri che compongono la lista per le provinciali di Rovigo "Uniti per il Polesine".

Si presentano uniti in un matrimonio che politicamente sembra una forzatura, una contraddittoria corsa per palazzo Celio tra leghisti, sindaci non tesserati con i partiti, ma vicini alla Lega, a Forza Italia, al Pd, a Fratelli d'Italia, che però non hanno seguito le orme dei propri rappresentanti politici in quanto si sono sentiti "traditi" o "presi in giro" o quantomeno "trascurati".


Un matrimonio tra soggetti "arrabbiati" nei confronti della gestione politica della possibile, ma naufragata, lista unitaria per la Provincia di Rovigo che però, a bocce ferme, analizzando gli eventi, dal loro punto di vista, era soltanto un bluff per catapultare il sindaco di Lendinara a capo della Provincia, motivo per cui Leonardo Raito ha fatto un passo indietro.

Significativo che alla presentazione di Enrico Ferrarese ci abbia pensato proprio Leonardo Raito, sindaco di Polesella, ex Pd, "tradito" dal suo ex segretario Angelo Zanellato che ha preferito a lui, un sindaco civico sicuramente di centrosinistra, il candidato azzurro proposto da Forza Italia. A rinforzare la dose per la guida attuale del Pd provinciale di Rovigo ci ha pensato il candidato consigliere Simone Ghirotto, sindaco di Pontecchio Polesine, leggendo una sorta di lettera aperta al "suo" segretario, che però rimarrà lettera morta in quanto il Pd di Angelo Zanellato non considera Ghirotto come un iscritto.

Non hanno commentato il Pd gli altri componenti di sinistra in lista per Ferrarese: Asia Trambaioli, vicesindaca di Gaiba, che si è dimessa dal partito l'indomani della presentazione delle candidature senza attendere, quindi, quanto successo a Graziano Azzalin, consigliere regionale veneto per due legislature, in minoranza nel Pd contro Luca Zaia, che è stato depennato dalla lista degli iscritti per una decisione "automatica" della commissione di garanzia del partito che ha rilevato come l'ex capogruppo Pd ai tempi della vittoria elettorale del sindaco Edoardo Gaffeo in Comune di Rovigo ha preferito seguire il "proprio" sindaco piuttosto che la lista identitaria dei democratici per il candidato presidente individuato da Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Elisa Sette, sindaca di San Martino di Venezze, è troppo fresca di elezione per poter fare accenni ad una vita di partito che non le è mai stata propria, così come l'assente Gilberto Desiati non ha potuto commentare la presunta lontananza dell'azione amministrativa del Comune di Villanova del Ghebbo dal Pd.

In platea per Ferrarese anche i grandi elettori della Provincia: Rovigo con il sindaco Edoardo Gaffeo accompagnato dal presidente del Forum dei cittadini Federico Saccardin, Adria con Omar Barbierato per la candidata consigliere Sara Mazzucato, e Badia Polesine con il sindaco Giovanni Rossi, candidato consigliere provinciale insieme ai tre leghisti Roberto Pizzoli, Lorenzo Rizzato e Lucia Ghiotti, sindaca di Salara.

"I diritti esclusivi di pesca non si toccano" ha garantito Roberto Pizzoli che afferma di averne parlato con il gruppo di amministratori a sostegno della lista Uniti per il Polesine. Nessun pericolo che la nuova guida della Provincia possa pensare di metterli a gara revocando la delibera di consiglio che li ha proprogati al Consorzio cooperative pescatori del Polesine.

L'obiettivo della lista è dichiaratamente quello di riappropriarsi dell'azione politico amministrativa della Provincia per tornare a "contare" come sindaci rispetto a decisioni prese sopra le loro teste dai partiti: “Il Polesine è la nostra casa, va curata e gestita con competenza, lungimiranza, passione e spirito di condivisione. Noi amministratori comunali, legittimati dal voto popolare delle nostre comunità, siamo convinti che l’ente locale Provincia di Rovigo sia l’istituzione fondamentale per coordinare le azioni che interesseranno tutto il territorio. Il saper andare oltre agli steccati ideologici e lo spirito collaborativo di sindaci e amministratori in genere, ha determinato la nascita del progetto Uniti per il Polesine e di un programma con al centro il nostro territorio".

Giovanni Rossi per la sua esperienze di amministratore, anche provinciale, e di assessore ai lavori prubblici ha ricordato le importanti competenze della Provincia in materia di edilizia scolastica, di infrastrutture, Lorenzo Rizzato la funzione di coordinamento per quanto riguarda il settore della scuola, i trasporti, la cultura, il mondo dei giovani, studenti e non. "Vogliamo che il Polesine abbia tutta la forza per far sentire la sua voce e contare veramente, a livello regionale e nazionale e che possa finalmente dimostrare tutta la sua capacità nel progettare il proprio futuro, dove le comunità tornino ad essere protagoniste e in cui la cura e la salute delle persone, la tutela dell’ambiente, l’efficienza delle infrastrutture e la ricchezza delle opportunità formative siano al centro dell’azione politica”.

La precisazione del candidato presidente Ferrarese è chiara: Uniti per il Polesine non è una lista politicizzata, la Lega ha aderito per propria sensibilità nell'assecondare il sentiment degli amministratori del territorio polesano alla lista, così come avrebbero potuto fare anche le altre forze politiche, che, però, hanno deciso di seguire "vecchi" impegni ed accordi, piuttosto che seguire il desiderio di riscatto dei sindaci della Provincia di Rovigo sostenendoli nella conquista di palazzo Celio.
Articolo di Giovedì 9 Dicembre 2021

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