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#elezioniPROVINCIA2021

La strana coppia alla presidenza della Provincia: rinnovato il consiglio provinciale di Rovigo

Enrico Ferrarese presidente e Graziano Azzalin vice, 4 leghisti in maggioranza con l'ex capogruppo Pd del comune capoluogo ed il sindaco di Bosaro, da Adria riconfermata Mazzucato. Laruccia, Moretto e Businaro in minoranza

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ROVIGO - La lunga due giorni della Provincia consegna l'Ente di via Celio profondamente rinnovato: Enrico Ferrarese è stato acclamato presidente con quasi il 70% dei voti (LEGGI ARTICOLO) e, diversamente dalla scorsa tornata elettorale, il comune capoluogo ritorna ad essere preponderantemente indispensabile nelle delibere consigliari con ben quattro consiglieri eletti: Graziano Azzalin, Giorgia Businaro per il Pd, Mattia Moretto per Fratelli d'Italia, Lorenzo Rizzato per la Lega.

Per la lista Uniti per il Polesine, a sostegno della candidatura a presidente di Enrico Ferrarese, gli eletti sono risultati:
Graziano Azzalin, Simone Ghirotto, Lucia Ghiotti, Lorenzo Rizzato, Roberto Pizzoli, Giovanni Rossi e Sara Mazzucato.

Dalla lista Centro destra per il Polesine gli eletti sono Antonio Laruccia e Mattia Moretto.

Anche la lista presentata dal Partito democratico è riuscita ad eleggere un consigliere: Giorgia Businaro dal comune capoluogo di Rovigo.

I risultati, validati dall'ufficio elettorale, dei singoli consiglieri provinciali, proclamati ufficialmente, sono i seguenti: 8.213 quote di voto ponderato per Graziano Azzalin, 7.470 per Lorenzo Rizzato, 6.558 per Giovanni Rossi, poco meno per Roberto Pizzoli con 6.242, Lucia Ghiotti arriva a 5.754, Sara Mazzucato a 5.312, chiude Simone Ghirotto con 4.791.

Nella lista di centroestra Mattia Moretto con 6.314 supera il collega Antonio Laruccia con 5.089 quote mentre per la lista Pd Giorgia Businaro totalizza 6.166 quote, per la metà dai colleghi consiglieri di Rovigo, e per l'altra dalla Provincia con Lendinara in testa.

Un primo commento politico al risultato elettorale è tutto a favore della Lega che "porta a casa" 4 consiglieri provinciali e, praticamente, anche il presidente, il secondo invece vede i candidati di centrosinistra, mettendo all'interno anche i civici dichiaratamente non di centrodestra, totalizzare la maggioranza delle quote espresse, segnale che, se si fosse voluto, il raggruppamento d'area, in chiave bipolare, centrosinistra contro centrodestra, avrebbe portato alla sconfitta proprio chi oggi festeggia pù di ogni altro.
Articolo di Domenica 19 Dicembre 2021

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