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POLITICA

Leonardo Raito: “La guida di Angelo Zanellato sta facendo morire il Pd in provincia di Rovigo”

Dalla condotta e dall'esito delle elezioni provinciali da parte del Partito democratico, in vista dell'imminente congresso che confermerà il segretario provinciale, il sindaco di Polesella annuncia la nascita di un nuovo laboratorio politico

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POLESELLA (Rovigo) - Il sindaco di Polesella Leonardo Raito, a nome di un ampio numero di amministratori locali, segretari di circolo Pd, simpatizzanti, amici impegnati o già impegnati nelle amministrazioni locali e nei partiti di centrosinistra, informa pubblicamente della nascita di un nuovo laboratorio politico e di coordinamento di un mondo del centrosinistra troppo abbandonato a sé stesso dal disinteresse del suo principale partito, il Partito democratico, guidato dal segretario provinciale Angelo Zanellato.

"Gli ultimi due eventi della politica polesana hanno restituito un'immagine più nitida di quello che dovrà fare e soprattutto essere il Partito Democratico per invertire il trend negativo dell’ultimo anno e mezzo e poter crescere sul territorio" afferma Raito insieme al primo cittadino di Pontecchio Polesine Simone Ghirotto (LEGGI ARTICOLO).

"Innanzitutto l'elezione del Presidente e del Consiglio Provinciale ha rappresentato un evento di straordinaria importanza. Oggi alla guida della provincia vi è il sindaco di Stienta Enrico Ferrarese di area leghista affiancato dal un vice-presidente di lunga esperienza politica ed attualmente consigliere comunale a Rovigo, Graziano Azzalin del Pd - aggiunge il primo cittadino di Polesella - la cui lista ha goduto del sostegno trasversale di enti locali di orientamento sia di centrodestra che di centrosinistra rappresentando al meglio l’unitarietà di un territorio che vuole completamente tagliare con vecchi schemi di potere. Un'operazione politica che ha dato vita ad una coalizione che aprirà una nuova fase nel panorama politico locale, dato che le scelte strategiche e decisive  per il territorio saranno si auspica il risultato di tutte le forze politiche coinvolte e rappresentative degli interessi dei polesani.

Il secondo fatto politico importante è stato il Congresso provinciale del Partito Democratico per il rinnovo del segretario regionale e provinciale.

A partire dalle elezioni regionali del 2020 ogni appuntamento politico del Pd provinciale dalle recenti elezioni comunali fino alla fase congressuale ha confermato il suo trend negativo. L'emorragia degli iscritti è inarrestabile, la maggior parte dei circoli territoriali sono rimasti solo un fittizio elenco sulla carta, ben lontano dalla realtà molti dei quali sono rimasti sprovvisti di sede o non fanno alcuna attività politica da tempo. I circoli sono le unità organizzative di base del partito e luogo della massima espressione democratica di partecipazione politica sia degli iscritti, ma anche di tutti coloro che intendono portare il loro contributo in termini di idee e di proposte, nonché fattiva collaborazione e sostegno durante le fasi acute dell'attività di un partito. Essi sono quindi il core business del partito che deve dotarsi di un'organizzazione del potere e gestione di democrazia interna orizzontale e non verticistica.

La ramificazione nel territorio del partito attraverso le sue cellule attive è conditio sine qua non della sua stessa sopravvivenza.

A partire da queste considerazioni e dagli ultimi due eventi politici, possiamo quindi trarre importanti conclusioni, ovvero che il Pd ha bisogno di crescere orizzontalmente, ricercando nelle forze economiche, associative, culturali presenti nel territorio la linfa necessaria per poter continuare ad essere un grande partito di massa che non ha staccato la spina con la società, ma che è seppur quale entità autonoma, parte integrante di essa capace di carpirne e seguirne le dinamiche.
Solo attraverso un maggior radicamento e consolidamento il partito può trovare lo slancio per approfondire i bisogni, i problemi e le necessità della collettività, capirne l'evoluzione ed è alla politica che essa dovrebbe chiedere le soluzioni.

Dovere della politica è dare agibilità, ascolto e forma con un’autorevolezza che deriva da un coerente comportamento positivo e democratico e non un arraffa e scappa tanto poi paga Pantalone.

Da qui nasce l'idea di un nuovo progetto politico, un progetto che nasce dal basso, che chiameremo “IL DOVERE DI ESSERCI”, che sulla scia delle parole del segretario nazionale Enrico Letta, vuole essere il partito della prossimità, che ci mette l'anima ed il cacciavite, ovvero la passione, ma la giusta dose di pragmatismo, in grado di arruolare le energie disperse e quelle nuove con l'apporto dei giovani, delle donne che sono in grado meglio di chiunque altro di cogliere e capire i cambiamenti sociali, dotato di una programmazione politica chiara e che affronta in modo diretto le  nuove sfide che si stanno affacciando" conclude Leonardo Raito annunciandone il manifesto politico (LEGGI ARTICOLO).
Articolo di Giovedì 6 Gennaio 2022

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