POLITICA PROVINCIA DI ROVIGO
“Il dovere di esserci” il manifesto politico per rivitalizzare il Pd della provincia di Rovigo
Costruire e mettere a disposizione uno strumento utile per far dialogare le energie presenti nel mondo riformista e progressista polesano e riconquistare all'impegno attivo dei tanti mortificati e disillusi da prassi politiche deteriori ed esclusive
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Di seguito il manifesto d’apertura del nuovo soggetto che mira alla sostituzione della guida provinciale del Pd per farlo sopravvivere.
Il Polesine ha visto in questi giorni due fatti politici ed istituzionali che meritano di essere osservati con maggiore attenzione.
1 - Le elezioni del Presidente e del Consiglio della Provincia di Rovigo
Nel rinnovo dell’Amministrazione provinciale sono prevalsi, in maniera netta, il candidato Presidente e i consiglieri della lista “Uniti per il Polesine”: alleanza inedita che ha visto eletti il Sindaco di Stienta Enrico Ferrarese a Presidente, di area leghista, e il consigliere comunale del Pd di Rovigo Graziano Azzalin, nominato Vice-presidente.
Tale risultato è stato raggiunto grazie al sostegno delle Amministrazioni Civiche di Rovigo e di Adria, della stragrande maggioranza delle municipalità sia di riferimento al Pd e al centrosinistra sia di riferimento alla Lega e al centrodestra (34).
Un'alleanza inedita, programmatica e pragmatica, che dovrà affrontare le principali questioni decisive per il Polesine e mostrare l’intelligenza politica del reciproco ascolto e della collegialità nelle scelte, allo stesso tempo gli Amministratori del centrosinistra di tutti i Comuni della Provincia, sia in maggioranza che all’opposizione, dovranno dare vita ad un coordinamento che li renda determinanti per l’attuazione di questo progetto.
Oggi una generazione nuova guida le nostre Amministrazioni: occorre sostenerla per il suo consolidamento.
L'atipicità di queste elezioni Provinciali sta nel non prevalere degli accordi preventivi tra i partiti tradizionali, segnale evidente che si è interrotto il rapporto tra dirigenti di partito e amministratori locali soprattutto legato, negli ultimi tempi, alle imposizioni delle segreterie dei partiti nella vita delle istituzioni, in particolare sulle decisioni sulle società partecipate che gestiscono i servizi per conto dei Comuni.
La drastica riduzione della presenza dei partiti nel territorio e la loro perdita di prestigio ed autorevolezza non è un fatto positivo e tutti, seppur con intensità diverse, siamo responsabili di questa situazione; ad oggi la sfida più ardua che abbiamo davanti è convincere i cittadini a ritornare ad interessarsi di quanto succede attorno a loro, nel loro Comune, nel loro territorio, consapevoli che il disinteresse dei “molti” finisce con facilitare i “soliti pochi” che vorrebbero gestire la cosa pubblica non secondo le convenienze collettive.
2 - Lo svolgimento del Congresso Provinciale del Partito Democratico.
Emblematico è quello che sta avvenendo nel Partito Democratico Polesano:
- il numero delle adesioni è al minimo storico,
- le ultime amministrative, non o poco seguite per spocchiosa indifferenza, hanno reso il suo ruolo ancor più residuale,
- sono stati soppressi circoli anche storici senza alcuna condivisione e giustificazione,
- gli organismi dirigenti provinciali non sono stati convocati per mesi e mesi,
- ci sono sempre meno attivisti riconosciuti e riconoscibili,
- in tante realtà gli aderenti al partito risultano solo nelle liste degli iscritti solo sulla carta,
- chi dissente viene emarginato,
- l'iniziativa politica pubblico/mediatica è stata totalmente azzerata se non per creare difficoltà al centrosinistra mortificando esperienze di successo di centrosinistra allargato come l’esperienza amministrativa del Comune di Rovigo.
Una parte cospicua di dirigenti e attivisti con provenienze culturali e politiche rilevanti, in presenza di questa situazione di assenza di agibilità politica ha deciso di non partecipare alla fase congressuale.
Un gruppo dirigente sempre più ristretto e sempre meno rappresentativo, di contro, ha scelto ugualmente di tenere il congresso provinciale.
Di fronte a questa situazione si è scelto di dare vita a “IL DOVERE DI ESSERCI”: un laboratorio politico ed organizzativo aperto a chi si riconosce nei valori fondanti del Partito Democratico, a chi non vi si riconosce più perché deluso dalle pratiche politiche fin qui seguite, a chi come cittadino-elettore vuole una politica a misura di persona.
“IL DOVERE DI ESSERCI” non nasce contro il Pd, anzi, al contrario si pone l'obiettivo far rincontrare quelle tante energie disperse e disilluse che non trovano più interesse per lo stesso Pd ed in generale per la politica, mettendo in campo una proposta seria perché i suoi militanti ritrovino il gusto dell'impegno e della partecipazione nella convinzione che il ruolo dei democratici è indispensabile per la riaggregazione ed il radicamento di un polo riformatore, moderno e progressista, anche nel Polesine, in linea con le indicazioni e le azioni del Segretario Nazionale Enrico Letta.
“IL DOVERE DI ESSERCI” si propone di partire dal basso, a contatto diretto con i cittadini, vuol costruirsi con il protagonismo delle persone in un percorso da verificare, monitorare costantemente nel territorio.
Saranno organizzati, in collaborazione con coloro che hanno aderito e promosso questo progetto, tre incontri pubblici di presentazione di questa nuova iniziativa nelle tre aree tradizionali cui è diviso il Polesine, Alto, Medio, Basso: sarà il modo per ritornare alla politica “vera”, quella che ha voglia di conoscere, di approfondire, di sperimentare.
Si propongono al confronto con il territorio alcune tematiche che potranno risultare decisive per il futuro del Polesine:
- i nuovi assetti territoriali, l’aggregazione e la fusione dei Comuni e revisione della legislazione attuale;
- la partecipazione dei cittadini e la democrazia digitale;
- la tutela sociale e sanitaria della persona, come sarà la sanità pubblica del territorio dopo la pandemia;
- i servizi pubblici resi dalle Società Partecipate dai Comuni;
- i nuovi strumenti di programmazione territoriale e politica infrastrutturale, quale idea di sviluppo perseguire?
L’impegno comune saprà fare in modo che la politica ritrovi sé stessa e che sia al servizio del cittadino e dei suoi bisogni e hanno dato la disponibilità a collaborare a questo programma riconosciute competenze e professionalità.
“IL DOVERE DI ESSERCI” non vuole essere un ulteriore frammento della già troppo articolata galassia che gira dentro ed attorno al P.D., l’ambizione è costruire e mettere a disposizione uno strumento agile ed utile per far dialogare le enormi energie presenti nel mondo riformista e progressista polesano e riconquistare all'impegno diretto e attivo quelle tante risorse mortificate e disilluse da prassi politiche deteriori ed escludenti.
“IL DOVERE DI ESSERCI” non è solo un sentimento che nasce proprio in un momento così delicato e complicato per la vita sociale ed economica del Polesine, ma è la necessità di dare una svolta, di fare un cambio di passo per ritrovare lo slancio giusto ed emergere dallo stagnare della politica polesana
agevolando definitivamente la spinta dei “nuovi amministratori”, “votati” che hanno individuato nel cambiamento totale di vecchi schemi, prospettive e loro trasparenza, la soluzione.
Articolo di Giovedì 6 Gennaio 2022
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