Condividi la notizia

LUTTO VILLADOSE

Si è spenta la mamma di Ivan Dall'Ara, emigrante in Brasile e ritornata in Italia dopo l'alluvione del Polesine

Avrebbe compiuto 95 anni. I funerali avranno luogo lunedì 10 alle ore 15 presso la chiesa parrocchiale di Villadose (Rovigo)

0
Succede a:
4 generazioni unite: Ivan Dall'Ara con la madre, il figlio e la nipote nel giorno del suo compleanno
VILLADOSE (Rovigo) - Elva Bordon vedova Dall’Ara si è spenta la notte dell'Epifania a causa di un male incurabile che negli ultimi mesi la faceva soffrire molto nonostante le cure palliative. Avrebbe compiuto 95 anni il 24 febbraio prossimo.

La notizia è stata divulgata dal figlio Ivan, già sindaco di Ceregnano ed ex presidente della Provincia di Rovigo. "La sua è stata una vita che ha avuti traversie, gioie e dolori - ricorda Ivan Dall'Ara - Era emigrata da Villadose con la famiglia in Brasile nel primo dopoguerra al seguito di due fratelli Elvo Adriano  e Toni uno architetto e l’altro ragioniere e dove si era sposata con Valpo Aurelio Dall'Ara di Ceregnano nella Chiesa degli Italiani a San Paolo. Aveva messo al mondo un bambino, Ivan Giovanni, ma col marito e il figlio era tornata in Italia dopo l’alluvione del 1951 per aiutare la famiglia del marito e gestiva una falegnameria con alcuni operai.

Aveva 35 anni quando Valpo Aurelio ebbe un incidente mortale che la lasciò sola con tre bambini da crescere. Ivan, mandato in collegio a Badia, Maria Aurelia da alcuni parenti in campagna e Carlo di pochi mesi. Un ictus l'aveva colpita dopo poco tempo, ma la sua forza di volontà e l'amore per i tre figli la riportò a casa. Faceva la sarta, cuciva i vestiti per i figli e la gente e riuscì a mantenere la famiglia anche con l’aiuto dei suoi fratelli americani che non si erano dimenticati della sorella in difficoltà e a farli studiare tutti e tre.

Dotata di grande spirito ed ironia non mancava mai di dire la sua opinione sulle cose della vita e del mondo. Veniva spesso invitata nelle scuole a raccontare la propria vita da emigrante raccontava inoltre che essendo figlia piccola del postino di Villadose, Enrico  Ermanno, (nome che è stato dato al suo nipote) passava inosservata durante la guerra ad avvertire i partigiani di eventuali rappresaglie fasciste.

Era orgogliosa della riuscita dei suoi figli nella  vita, e leggeva i giornali tutti i giorni commentando, con sarcasmo e ironia le "imprese" del maggiore, Ivan, sindaco e presidente della provincia.

Lascia un vuoto incolmabile in tutta la famiglia. I funerali avranno luogo lunedì 10 alle ore 15 presso la chiesa parrocchiale di Villadose".
Articolo di Venerdì 7 Gennaio 2022

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di Rovigo.News